Rasiglia: viaggio nel borgo dei ruscelli

Un sabato pomeriggio a Rasiglia, per scoprire il paese dell'acqua, in Umbria, vicino a Foligno

rasigliaGià la strada per raggiungere il borgo di Rasiglia fa rimanere a bocca aperta. Per i paesaggi, per la natura, per la tranquillità e il senso benessere che trasmette.
A circa 18 chilometri da Foligno, percorrendo la Statale Sellanese si arriva in Valnerina.  E poi quando Rasiglia appare davanti agli occhi quasi non puoi credere che un borgo così piccolo possa richiamare così tanta gente, tutta insieme. Certo, è un sabato soleggiato d’autunno, e Rasiglia, frazione di Foligno in Umbria, è il posto ideale per una gita fuori porta. Le auto sono parcheggiate ovunque, dove c’è posto, gli abitanti – ammesso che ce ne siano durante tutto l’anno – non si sono ancora attrezzati ad ospitare tutti questi visitatori. È difficile gestire un via vai così: la domenica, dice qualcuno, il paese è ancora più caotico anche se sembra impossibile pensare che un gruppo di case possa attirare tutta questa attenzione. Ma Rasiglia piace proprio per questo, perché visitandolo si riscopre un piccolo borgo che ha mantenuto la propria bellezza autentica. Basta addentrarsi nei vicoli per capire perché siano in molti scegliere questa destinazione. Basta vedere l’acqua, i canali, le cascatelle, i ruscelli che attraversano il paese. E’ sufficiente passeggiare per il paese, detto anche “dei ruscelli” per fermarsi ad ogni passo, girare lo sguardo, e scattare una fotografia.

DOV’E’?

Rasiglia è una frazione del Comune di Foligno, si trova a 600 metri di altezza, lungo la strada 319 Sellanese.

COME SI RAGGIUNGE?

Arrivare a Rasiglia in auto è piuttosto semplice. Il percorso più comodo è la strada statale 77 della Val di Chienti fino all’uscita Colfiorito per poi prendere la SS 77 e in qualche chilometro raggiungere il borgo.

COSA VEDERE IN POCO TEMPO?

Rasiglia si visita in qualche ora.
Da non perdere sicuramente una passeggiata nel centro storico. Un mucchio di case particolarmente suggestive per la presenza dell’acqua che attraversa le principali vie del paese.
La visita al castello le cui origini risalgono al XII secolo, come attestano alcuni documenti, è d’obbligo.

COSA E DOVE MANGIARE? 

Nel borgo di Rasiglia non sono presenti ristoranti, ma ci sono un paio di bar che propongono panini farciti e taglieri di salumi e formaggi locali e qualche produttore del territorio che vende alcune tipicità.

CURIOSITA’

La sorgente che alimenta Rasiglia è quella di Capovena che è nella parte alta del paese. Da lì sgorga l’acqua che forma cascate e ruscelli nel borgo fino a raggiungere la vasca in centro al paese detta “Peschiera” per poi riversarsi nel fiume Menotre. Rasiglia è rimasta intatta nel tempo, le tradizioni antiche come la tessitura, la lavorazione della lana e la tintura qui sono ancora vive . A giugno si tiene una festa dedicata proprio a questi antichi mestieri.

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Morigerati piange Donna Clorinda, se ne va un pezzo di storia

Incontrarla è stata une bellissima esperienza. Donna Clorinda è un piccolo e discreto simbolo di uno dei borghi più particolari dell'entroterra del Cilento, in Campania

Un simbolo che se ne va. Un piccolo e discreto simbolo di uno dei borghi più particolari del Cilento, ovvero Morigerati. Clorinda Florenzano, già insegnante e conosciuta in tutto il territorio come “donna Clorinda” è morta all’età di 96 anni lasciando in tutti la consapevolezza che con lei se n’è andata anche parte della memoria di un territorio complesso, pieno di contraddizioni ma anche ricco di bellezze e perle rare. Una di queste perle era proprio donna Clorinda. Quando siamo arrivati a casa sua a Morigerati, un piccolo paesino di meno di 700 abitanti in provincia di Salerno, ci ha accolto in quella che più che un’abitazione era un museo. Museo della storia di un paese e di un territorio. L’Oasi Grotte del Bussento, il museo etnografico della cultura contadina e tutta la storia di Morigerati e del territorio circostante non avevano segreti per donna Clorinda, che proprio al museo etnografico aveva donato con orgoglio e grande altruismo verso la comunità di cui faceva parte alcuni reperti consentendo a questo luogo di essere unico.

Incontrarla è stata una bellissima esperienza. Donna Clorinda era lì accanto al caminetto acceso, pronta a conoscere un gruppo di giornalisti venuti un po’ da tutta Italia per scoprire il Cilento e i suoi angoli da vedere e raccontare. Il sorriso allegro, il viso sereno di una donna che nella vita ha fatto tanto anche per il suo paese. E poi la sua casa, al centro di Morigerati, un luogo che non era solo un rifugio dove passare il tempo, ma anche un in posto dove custodire gli oggetti, i simboli di una vita vissuta nell’entroterra del Cilento e che oggi diventano ricordi.  Attimi, esperienze, emozioni che rimangono nella memoria di chi ha avuto il privilegio di conoscere donna Clorinda e che rimarranno nella mente anche ora che non c’è più.

Anche qui, in un articolo sui viaggi di Repubblica si parla di lei.

 

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