Trekking urbano : scopri Macerata con la passeggiata del brivido junior

passeggiataRaccontare gli spazi, quelli di una città dove da otto anni vivo.
Macerata dove tempo fa mi sono trasferita, nelle Marche. Raccontarli ai bambini in una passeggiata del brivido, organizzata in occasione nella 16esima giornata del trekking urbano (scopri di più sul Trekking Urbano) che ne “La grande lentezza” sottolinea “Tutto il bello che c’è”.

Anche questo è un modo per viaggiare. Girare l’angolo e andare a fondo per capire di più su quel luogo che si pensa di conoscere senza avere dettagli certi sul suo passato.

macerataUn modo per viaggiare e condividere la bellezza di raccontare una città ricca di punti di interesse come Macerata. Un viaggio interattivo dedicato ai bambini (da 0 a 12 anni) tra i luoghi misteriosi della città.

Sarà divertente, tra quiz e giochi interessanti e da fare insieme, passeggiare godendo anche del tempo che per questa occasione si placa e rallenta.

Sarà interessante guidare il gruppo insieme a Silvia Alessandrini Calisti, ideatrice e curatrice del blog mammemarchigiane.it.

Il tour partirà da piazza della libertà sotto la torre dei tempi alle 16.30, giovedì 31 ottobre e terminerà terminerà un’ora e trenta dopo in biblioteca comunale Mozzi Borgetti con l’evento “Le Marche e la magia delle parole” curato da Giaconi editore.

Il tour toccherà piazza Strambi, via Lauro Rossi, piazza Mazzini, la torretta del Boia in via dei Sibillini, Porta Montana, per finire alla Biblioteca Mozzi Borgetti non prevede barriere architettoniche, tranne una scalinata ma con strada alternativa utilizzando l’ascensore.

Partecipazione gratuita, il numero massimo dei partecipanti è stato raggiunto: è possibile però essere inseriti in lista di attesa in caso di defezioni. I numeri per prenotarsi sono: 3483176783 (Erika) e 3493726757 (Silvia) anche via whatsapp (comunicare nome, cognome, età dei partecipanti).

In caso di maltempo il tour potrebbe essere annullato.

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Federica Tourn racconta la devastazione del terremoto

Federica Tourn è l'autrice dei testi del lavoro “Anime Terremotate”, una mostra fotografica realizzata da Stefano Stranges e dedicata ai luoghi colpiti dal terremoto del centro Italia, in programma fino a domenica 6 ottobre dalle 16 alle 20 nel chiostro San Domenico, in via Gorgonero 6 a San Severino Marche.

Federica Tourn Federica Tourn, giornalista professionista, negli anni si è occupata di migranti, religioni, diritti umani, mafie e femminismo. Nonostante il giornalismo non sia un lavoro facile, sono anni che Federica Tourn viaggia e racconta storia. Lei ha scelto, nonostante tutto, di seguire la sua più grande passione: ascoltare e raccontare la vita di chi ha qualcosa da dire. Perché è questo che lei cerca. A lei piace raccontare e non far dimenticare le storie delle persone comuni, le loro emergenze e i loro pensieri.
Federica Tourn è l’autrice dei testi del lavoro “Anime Terremotate”, una mostra fotografica realizzata da Stefano Stranges e dedicata ai luoghi colpiti nel terremoto del centro Italia, in programma fino a domenica 6 ottobre dalle 16 alle 20 nel chiostro San Domenico, in via Gorgonero 6 a San Severino Marche.

Una vita in viaggio che mi ha raccontato così. 

  1. E’ una giornalista che racconta storie in Italia e nel Mondo. Quando ha cominciato e come a capire che scrivere e raccontare era quello che faceva per lei?

Ho sempre saputo che mi sarebbe piaciuto scrivere. Scrivere e raccontare storie in particolare è sempre stata la mia passione, fin da quando ero piccola. Poi a 19 anni poi mi sono rivolta ad una redazione di un giornale perché volevo imparare il mestiere. Ho cominciato così nel modo più semplice. Ormai sono molti anni, circa 25 anni, che cerco di fare questo lavoro che amo.

  1. Una vita piena, interessante. Come sono le sue giornate?

Non è sempre facile conciliare il lavoro di giornalista e quello della vita di tutti i giorni, soprattutto quando hai famiglia e figli. Ho deciso di fare la freelance dopo essere stata in redazione per molti anni. Ho scelto di fare quello che amo: realizzare reportage in giro per il mondo, quando è possibile. Non è facile soprattutto perché il mercato editoriale è molto limitato, soprattutto quando si parla del sociale. Le mie giornate scorrono in modo semplice, quando posso cerco di dedicare tutto il tempo che ho ai miei figli, nel frattempo scrivo e quando serve viaggio cercando di stando fuori solo qualche giorno. Non è facile fare questo lavoro se hai famiglia, ma se lo vuoi lo puoi fare. E’ un mestiere in cui serve dedizione, studio e preparazione.

anime terremotate

  1. Anime terremotate racconta la storia di chi dopo il dopo il terremoto vive in un territorio distrutto con molte problematiche da risolvere . Cosa ha provato vedendo tutta quella distruzione?

Anime terremotate nasce, come capita spesso, da un innamoramento. Dopo aver visto tutta quella distruzione nelle zone colpite dal terremoto, ho deciso, insieme a Stefano Stranges, di fare un lavoro più ampio, andando nel centro Italia, cercando di raccontare quello che era successo durante il terremoto del 2016 e quello che era rimasto invariato dopo tanto tempo. Siamo stati anche all’Aquila per vedere che cosa era cambiato dopo 10 anni. Quello che mi è piaciuto è parlare a lungo con le persone. È questo che cerco sempre, è questo che mi colpisce, perché a me piace raccontare e non far dimenticare le storie delle persone comuni, le loro emergenze e i loro pensieri.

  1. Ha realizzato reportage in giro per il mondo, qual è il lavoro in cui si rivede di più?

Nom c’è un lavoro in cui mi rivedo. Sono tante le esperienze che mi sono rimaste dentro. Ringrazio le persone che ho incontrato e se devo citare una esperienza particolare mi viene in mente Lesbo nel 2016 quando molte persone, come accade anche ora, arrivavano dalla Turchia. Persone che scappavano dalla guerra facendo un viaggio di fortuna, senza niente, molto spaventati. Vedere quel gommone arrivare la mattina presto non è stato facile, è difficile guardare tutte quelle persone in difficoltà perché sai che per loro sarà un percorso lungo e pieno di ostacoli.

  1. Anime terremotate l’ha portata a conoscere piccoli borghi, realtà di provincia dove il terremoto ha cambiato molte cose. Cosa le rimane dentro dei luoghi che ha visto e delle persone che ha incontrato?

Di questo lavoro mi porto dietro una grandissima sensazione di riconoscenza verso le persone che, anche se in difficoltà, non hanno lesinato la loro disponibilità anzi ci hanno accolti in casa e sono stati molto disponibili, pieni di calore e affetto. Tutto questo sarà nei miei ricordi insieme alla distruzione, alle immagini dolorose di luoghi danneggiati e che forse non verranno mai più ricostruiti.

  1. Ha lavorato con Stefano Stranges, quanto è importante per la buona riuscita di un pezzo avere accanto un fotografo professionista.

Una grande parte della bellezza di questo lavoro e poterlo condividere con un altro professionista. Il legame con un fotografo, amicale, professionale, è molto importante. Uno vede e l’altro ascolta, se possiamo dire così. È molto bello fare un lavoro insieme, si vedono aspetti che magari da soli non si riuscirebbe a cogliere.

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