Passaporto
Quello che c’è da sapere

PassaportoDovete partire per un viaggio e questa volta invece dell’Italia siete diretti in posti molto più lontani?

Se partite per svago dovete organizzarvi per tempo, se andate altrove per lavoro, invece, la procedura può essere più facile e veloce.

Procedura per fare cosa? Il passaporto ovviamente.

Ecco tutto quello che c’è da sapere, da aspettare e soprattutto da spendere per fare o rinnovare il documento che permette di superare i confini europei.

Il primo passo da compiere è collegarsi al sito della Questura (clicca qui per registrarti e prenotare l’appuntamento per rinnovare o fare ex novo il passaporto).

In alcuni mesi dell’anno ci sono pochi appuntamenti disponibili e risulta tutto più complicato e lungo. Alcuni Comuni e Province sono più fiscali e senza appuntamento online non si può fare nulla, in altri invece ci si può presentare anche senza preavviso.

Il secondo passo è preparare i documenti necessari che vanno consegnati in Questura: un documento valido d’identità, due fotografie identiche, fatte su sfondo bianco e a volto scoperto, il versamento da fare in posta con bollettino pre compilato di 42,50 euro e una marca da bollo da acquistare in tabaccheria dell’importo di 73 euro e 50 centesimi. In aggiunta va portato anche l’eventuale vecchio passaporto o, in caso di smarrimento o furto, la denuncia. Se dovete fare il passaporto ad un minore è importante sapere che è necessario che la domanda sia firmata da entrambi i genitori o da chi ne esercita la responsabilità genitoriale o ne fa le veci. Per i bambini il passaporto ha una validità di 3 anni per piccoli da 0 a 3 anni d’età e di 5 da 3 a 18 anni. In assenza di uno dei due genitori va allegata all’istanza l’autorizzazione del giudice tutelare.

Consegnati i documenti l’attesa per avere il passaporto è di circa un mese.

In caso di necessità del documento per questioni lavorative la procedura può essere accelerata presentando una lettera firmata dal datore di lavoro.

(Leggi anche “Carta d’identità per i neonati, cosa c’è da sapere“)

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I sapori della Brianza: i succhi di frutta di Colzani

Il laboratorio fattura circa un milione di euro l'anno

Chi ha detto che in Brianza, nel cuore della Lombardia, la produttività non possa essere affiancata dalla creatività? Nel laboratorio di Marco Colzani si mescolano fantasia, competenza, ricerca delle materie prime migliori e una grande volontà di innovare e di dare ai consumatori un prodotto che sia il più possibile sano e unico.

Un prodotto che utilizza materie prime italiane, ma la cui idea è nata da una bevanda che viene consumata soprattutto all’estero. “Mi occupavo di vino – ricorda Marco Colzani -, stavo sviluppando un progetto sul sidro quando ho deciso di passare dalla mela ad altri tipi di frutta”. Otto anni fa ha preso il via il laboratorio, che nel giro di qualche anno sarebbe diventato un’azienda con otto dipendenti e circa un milione di euro di fatturato all’anno.

I succhi di frutta di Marco Colzani

I succhi di frutta di Marco Colzani

“I miei succhi di frutta sono connotativi, originali e rispettosi della materia prima – spiega il titolare dell’azienda -. Chi sceglie questo genere di prodotto? Lavoriamo soprattutto con le bakery, locali e alberghi, ma anche chi desiderano un succo di frutta che sia unico e riconoscibile”. Quello dei succhi di frutta è un mondo che evoca da un lato le grandi multinazionali che producono in serie e dall’altro realtà quasi new age, evocative di tecniche magari un po’ retrò e in ambienti di aperta campagna. L’azienda di Marco Colzani in realtà cambia del tutto questa concezione, calando la propria realtà produttiva in Brianza, una zona della Lombardia particolarmente verde e ricca di natura dove non mancano di certo spazi aperti per passeggiare e riflettere nella natura.

Un mix fra panorami suggestivi e aziende disseminate un po’ ovunque, una zona d’Italia che merita di essere visitata. Magari facendo anche un salto in questo laboratorio che mescola antico e moderno e trasporta la mente di chi lo frequenta in una dimensione parallela, in un mondo fatto di sapori genuini e autentici.

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