Intolleranze alimentari, viaggiare si può.
Ecco i consigli su come organizzarsi prima di partire

Questa “rubrica”, si chiamiamola così non è gestita da me, anche perché, fino a prova contraria, io non ho ancora scoperto di avere nessuna intolleranza alimentare ( ed ecco che me la tiro!), ma la mia migliore amica anzi una delle miei due migliori amiche e sorelle acquisite ne soffre da tempo. Ve la presento si chiama Cristiana Mariani, fa la giornalista come me ed è intollerante a tutto. Da quando non può mangiare pasta, pane, formaggi, pomodori, legumi, lieviti, carne rossa, cibi che contengono nichel, alimenti fritti…… e varie ed eventuali, portarla fuori anche solo per cena è diventato un dramma. Dalle sue esigenze e, come dice lei, da quelle di molti altri nasce la voglia di consigliare come fare per vivere al meglio una vacanza “intollerante” 
Prima di tutto, chiariamo un fatto: l’intolleranza alimentare esiste. Non è un’invenzione né una fissazione psicologica di qualche matto. Perlomeno, c’è chi forse per ipocondria teme di essere intollerante pur stando benissimo, ma c’è anche chi subisce davvero le conseguenze di un’alimentazione non adatta al proprio fisico. Una volta definito questo, si può definire anche il fatto che, qualsiasi intolleranza alimentare si abbia, nessun viaggio è vietato. Cioè, se si è intolleranti ai lieviti e si organizza una gita di una settimana all’Oktoberfest forse un po’ di difficoltà in più si incontrano. Ma in linea di massima, con qualche accorgimento si può viaggiare. Prima questione fondamentale: se si viaggia in Italia, prima di partire prendere nota dei negozi Natura Sì che si possono trovare nella zona. Pubblicità? No, sopravvivenza. Essendo una catena particolarmente sviluppata, questo genere di attività commerciale ha una discreta presenza nella Penisola – non in ogni regione, ahimè – e può davvero diventare un punto di riferimento, seppur non sempre a prezzi irrisori, per i turisti con difficoltà alimentari. Intolleranze a glutine, latte, nichel, lieviti: almeno per questo genere di problemi si possono trovare prodotti utili e riuscire quindi a trascorrere la propria vacanza anche con pasti al sacco particolarmente soddisfacenti.

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Alle Channel Island,
isole paradiso nel Canale della Manica

Sono cinque fazzoletti di terra bagnati dalle acque dell’oceano Atlantico e del Mare del Nord. Luoghi fuori dalle rotte del turismo tradizionale dove si mescolano storia, cultura e spazi di natura ancora selvaggia

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I negozi chiudono al massimo alle 17.30. L’alta marea di giorno tiene a galla le barche e di notte le lascia riposare immerse nella sabbia. Il vento forte fa incazzare il mare. Quel mezzo strano, blu, una specie di autobus che viaggia sia sull’acqua sia sulla terra e che porta i turisti a visitare il castello. Il faro bianco, bellissimo, imponente tra gli scogli. Vorrei essere lì adesso. In questo momento vorrei essere a Jersey, una delle Channel Island. Adesso che è notte inoltrata per svegliarmi domani in uno dei posti che amo di più. Le Channel Island sì, qu04elle piccole isolette nel canale della Manica. Quelle che conoscono in pochi e che io ho trovato per caso in un pomeriggio qualunque mentre cazzeggiavo su Google Earth in cerca di una meta per evadere un po’. Un posto che appena scoperto è diventato subito una fissazione da raggiungere. Un paradiso dove tutto sembra funzionare alla perfezione e dove si può stare tranquilli, senza pensieri. E poi, per arrivare a destinazione non è che ci voglia molto, basta raggiungere Londra e proseguire in volo per un’altra ora circa. Che emozione ho provato quella volta, non ci potevo credere. Ci tornerei ora per staccare la spina da tutto, per ristabilire le priorità e far riemergere quello che è importante davvero. Per andare a salutare i lemuri nel Durrrl Wildlife park e per rivedere quei tramonti. Poi ci tornerei anche per fare un salto a Guernsey e a Sark dove, per quanto ne so ci si sposta ancora a cavallo e col calesse. Mete che per una serie di congiunture astrali avverse non sono riuscita a raggiungere durante il viaggio a Jersey. Ci tornerei adesso, sì ora. Chissà se trovo un volo….

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