Londra e la Signora C

Un incontro di viaggio 

Mi piace viaggiare. Chi mi conosce lo sa. Per me è la migliore medicina per riemergere dai periodi no. Viaggiare non vuol dire solo raggiungere un posto nuovo o rivedere una meta già conosciuta. Vuol dire soprattutto incontrare persone, vedere volti nuovi, mescolarsi con le vite degli altri.

Così, su un semplice volo Milano – Londra mi sono imbattuta nella vita della signora C (utilizzerò questo nome di fantasia per non violare la privacy di questo incontro).
«Scusa l’intrusione ma la carta che ti stanno vendendo non serve anche per viaggiare fuori dal centro di Londra, se devi spostarti solo in centro non comprarla». Così ho conosciuto la signora C

Sigra C_2Non sopporto la disonestà della gente e vedere che davanti al gate di un volo per Londra ci sia qualcuno che venda una tessera per muoversi coi mezzi senza dare tutte le informazioni ha mosso la mia anima buona. Per fortuna sono bastati un consiglio e un sorriso per convincere la signora C ad evitare un inutile acquisto.

Il volo verso Londra, il primo con Zoe a bordo, è passato velocemente. Tutto regolare se non fosse che all’arrivo in aeroporto, ho dovuto superare un’interminabile coda al controllo passaporti.«Ecco dove siete finite». La voce della signora C, in fila a pochi passi da noi, sovrasta il vociare dei passeggeri in attesa. Un’attesa snervante, quasi piu lunga del volo. In realtà le attese, viste con altri occhi, sono i momenti migliori per raccontarsi. E chi si immaginava che la vita della signora C fosse così interessante.

Dall’aspetto era chiaro che non fosse una persona qualunque. Mi era parsa fin da subito una donna solare, dinamica, sognatrice. E, soprattutto felice di poter fare una sorpresa al figlio partito qualche mese prima per lavorare e studiare a Londra. Molto divertita all’idea di vedere la faccia del suo bambino (27 enne) vedendo arrivare la madre sul posto di lavoro. Una parola tira l’altra così scopro molto altro. La signora C ha una vita che parla di sole, mare, sacrifici, gioie e dolori, un viaggio particolarmente interessante. Chi l’avrebbe mai detto che la signora C avesse trascorso una vita tra Milano e un’isola della Grecia?!  

Da Londra puoi raggiungere le Channel Island.
Le hai mai viste? Clicca qui per scoprire di più. Guarda la gallery fotografica.

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Alle Channel Island,
isole paradiso nel Canale della Manica

Sono cinque fazzoletti di terra bagnati dalle acque dell’oceano Atlantico e del Mare del Nord. Luoghi fuori dalle rotte del turismo tradizionale dove si mescolano storia, cultura e spazi di natura ancora selvaggia

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I negozi chiudono al massimo alle 17.30. L’alta marea di giorno tiene a galla le barche e di notte le lascia riposare immerse nella sabbia. Il vento forte fa incazzare il mare. Quel mezzo strano, blu, una specie di autobus che viaggia sia sull’acqua sia sulla terra e che porta i turisti a visitare il castello. Il faro bianco, bellissimo, imponente tra gli scogli. Vorrei essere lì adesso. In questo momento vorrei essere a Jersey, una delle Channel Island. Adesso che è notte inoltrata per svegliarmi domani in uno dei posti che amo di più. Le Channel Island sì, qu04elle piccole isolette nel canale della Manica. Quelle che conoscono in pochi e che io ho trovato per caso in un pomeriggio qualunque mentre cazzeggiavo su Google Earth in cerca di una meta per evadere un po’. Un posto che appena scoperto è diventato subito una fissazione da raggiungere. Un paradiso dove tutto sembra funzionare alla perfezione e dove si può stare tranquilli, senza pensieri. E poi, per arrivare a destinazione non è che ci voglia molto, basta raggiungere Londra e proseguire in volo per un’altra ora circa. Che emozione ho provato quella volta, non ci potevo credere. Ci tornerei ora per staccare la spina da tutto, per ristabilire le priorità e far riemergere quello che è importante davvero. Per andare a salutare i lemuri nel Durrrl Wildlife park e per rivedere quei tramonti. Poi ci tornerei anche per fare un salto a Guernsey e a Sark dove, per quanto ne so ci si sposta ancora a cavallo e col calesse. Mete che per una serie di congiunture astrali avverse non sono riuscita a raggiungere durante il viaggio a Jersey. Ci tornerei adesso, sì ora. Chissà se trovo un volo….

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