Intolleranze alimentari, come scoprirle

Spesso mal di testa o cambiamenti di umore non fanno pensare a intolleranze

Viaggiare come dico sempre è il modo migliore, almeno per me, per spendere tempo e soldi. Viaggiare però può essere problematico se come è accaduto alla mia migliore amica girovaga si hanno mille intolleranze alimentari. Per ora io mangio di tutto, dalle ostriche alla trippa senza aver alcun problema, chissà se un giorno anche io non sopporterò i latticini, il nichel, il glutine e chi più ne ha più ne metta come Cristiana che invece non può mangiare praticamente niente!

intolleranze Ma, e la domanda nasce spontanea, come si scoprono le intolleranze alimentari? I sintomi medici si possono trovare dappertutto: basta aprire un qualsiasi forum per averne un lungo elenco. Quello che però la scienza non dice è come ci si sente. Inadeguati. Sempre. E non perché si sia posseduti da qualche mania di persecuzione – va detto che qualcuno che si sente in questo modo c’è comunque -, ma perché l’intolleranza alimentare spesso non viene riconosciuta se non ha quegli specifici sintomi. Stanchezza? Mal di testa? Sensazione di essere incapaci di digerire qualsiasi cosa? Nausea improvvisa e apparentemente immotivata? Sbalzi di umore? Possono tutti essere sintomi di intolleranze alimentari. intolleranze Non è detto che lo siano, sia chiaro. Ma le intolleranze alimentari non sono da escludere a priori. Il meccanismo, senza entrare in ambito medico per il quale servono studi di anni e non ci si può certo improvvisare nè tantomeno si può sostituire la consultazione di un sito internet a una visita da uno specialista, è abbastanza elementare: ogni volta in cui introduciamo nel nostro corpo una sostanza che non tolleriamo o alla quale siamo allergici il nostro organismo cerca di accoglierla e, in questo caso, di digerirla. Con le allergie il rifiuto avviene in un arco di tempo breve, visto che il corpo lo identifica come una sorta di veleno erigendo delle barriere per eliminarlo. Nel caso delle intolleranze, invece, la strada è più lunga perché l’organismo prova a digerirla per poi accorgersi di non essere in grado. Non è di certo una spiegazione scientifica, ma si avvicina abbastanza a quello che succede all’interno di un organismo intollerante. Questi tentativi di digestione provocano diversi problemi all’individuo, problemi che non sembrano direttamente connessi con l’alimentazione – non ci sono solo mal di stomaco e di pancia – e per questo è necessario non escludere a priori che dietro vi sia un’intolleranza alimentare. Che fare quindi? Affidarsi a un medico e, se necessario, insistere anche per dei test sulle intolleranze.

E se avete capito di essere intolleranti a qualche cibo e state per partire ecco qualche ulteriore consiglio: leggi il kit di sopravvivenza e i consigli dell’esperta.

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Gelato e intolleranze, cosa c’è da sapere

Arriva il caldo e la voglia di gelato, anche senza latte o glutine, aumenta

GELATO2Come dice bene Cristiana, la mia amica e viaggiatrice intollerante, sta arrivando la bella stagione e finalmente quando saremo in giro alla scoperta di un borgo, sulla spiaggia a giocare con Zoe davanti al mare o dall’altra parte del mondo, forse non sentirò più la frase “eh ma io cosa mangio? Ho fame”. Dico forse eh perché non ne sono per niente sicura!!! Comunque gli intolleranti a tutto come Cristiana, al lattosio, al glutine,al nichel, a varie ed eventuali… tutto come vi avevo detto, possono optare per un buon gelato senza niente! Pensate che per fare l’amica ne ho provato uno anche io, ovviamente poi sono subito andata a prendermi una bella cialda con tutto. Io non sono mica intollerante!!! 
GELATO1Inizia a fare caldo. In realtà il gelato è una buona e gustosa idea in tutti i mesi dell’anno. Certo è che con la primavera e l’estate diventa una vera esigenza. Chi però è intollerante a lattosio e glutine, come al solito, si deve far riconoscere. Stavolta nel vero senso del termine. Fondamentale per godersi in sicurezza questa delizia è comunicare le proprie intolleranze o allergie a chi è dall’altra parte del bancone: se non è solo per “moda” o per l’errata convinzione che il “mangiare senza” faccia per forza dimagrire, è essenziale pretendere di essere informati perché ne va della salute. Che fare in gelateria? In linea di massima i concetti fondamentali sono due: i gusti di gelato alla frutta, meglio chiedere quali, e quello al cioccolato fondente sono prodotti con acqua e non con il latte. Quindi festa grande. E per il glutine? In quel caso bisogna chiedere esplicitamente se la gelateria ha cialde senza glutine. Niente paura, ormai il senza glutine è sempre più diffuso e quindi è abbastanza facile trovarle. Chiedete sempre gli ingredienti di tutto, specificando le vostre intolleranze o allergie: non bisogna vergognarsi. Fidatevi soprattutto delle gelaterie artigianali: lì è spesso più consueto che tutti i dipendenti conoscano precisamente gli ingredienti e vi sappiano consigliare al meglio. Meglio evitare i gelati confezionati. Un consiglio spassionato – giuro, non mi ha pagato nessuno -: se capitate a Jesi non potete non gustare un buon gelato da Ciro & Bio, lì potrete trovare diversi gusti molto buoni per intolleranti.

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