Crepes senza latte e senza glutine: la ricetta

Crespelle salate o dolci anche per chi è intollerante: ecco ingredienti e ricetta

Se ve la consiglia lei, la mia amica e viaggiatrice intollerante che, udite udite, si è iscritta ad un corso di cucina per provare ad imparare a mettere qualcosa sul fuoco o sui fornelli ad induzione, possiamo fidarci. Una ricetta sfiziosa utile anche per una colazione in viaggio. Siete pronti a scoprire come si fa?

crespelleSe volete un piatto semplice, veloce e comunque gustoso, direi che le crespelle rappresentano un’ottima soluzione. Impossibile farle vegane, perlomeno per me visto che non so come sostituire le uova, ma gluten e lactose free si può eccome.

COME SI PREPARANO LE CRESPELLE?

Peraltro, se volete darvi un po’ di arie potete tranquillamente chiamarle crepes, alla francese. Più o meno, non me ne vogliano gli chef, si assomigliano.


Dunque, dicevamo: come fare le crespelle salate per intolleranti a latte, glutine e lievito? Semplicissimo.

Ecco le dosi minime PER AL MASSIMO DUE PERSONE:

INGREDIENTI: un uovo, farina di riso, latte di riso o di soia, olio q.b.

crespellePrendete un tuorlo d’uovo, aggiungervi un pizzico di sale – non troppo, si fa sempre in tempo a metterne dopo -, della farina di riso, del latte di riso – o di soia, anche se per gli intolleranti è meglio non rischiare – e pochissimo olio. Mescolate tutto, badando ad ottenere un composto liquido ma non troppo.
E poi? E poi basta semplicemente mettere il composto in una padella, meglio se antiaderente, avendo cura di passarvi sopra un pezzo di scottex sporcato con un po’ di olio (non temete, non prenderà fuoco nulla). Quest’ultimo gesto serve semplicemente ad azzerare ulteriormente il rischio che la crespella attacchi al fondo della padella.
E se si volessero fare dolci? Semplice: al posto del sale basta mettere un cucchiaio di zucchero e, se volete, sostituire il latte di riso con quello di mandorla. Magari grattuggiando anche nell’impasto un po’ di buccia di limone.

Una volta fatte le crespelle, è necessario farcirle.

Come? Nel caso in cui siano salate, ci si può sbizzarrire come più aggrada: da spinaci e prosciutto cotto – controllate sempre che sia senza glutine e senza lattosio – fino a pollo e verdure. Basta cuocere tutto a parte e poi riempire le crespelle una volta cotte.
Nel caso in cui si tratti di crepes dolci, si possono riempire con marmellata, frutta o, perché no, cospargerle di sciroppo d’acero.

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Intolleranze alimentari, come scoprirle

Spesso mal di testa o cambiamenti di umore non fanno pensare a intolleranze

Viaggiare come dico sempre è il modo migliore, almeno per me, per spendere tempo e soldi. Viaggiare però può essere problematico se come è accaduto alla mia migliore amica girovaga si hanno mille intolleranze alimentari. Per ora io mangio di tutto, dalle ostriche alla trippa senza aver alcun problema, chissà se un giorno anche io non sopporterò i latticini, il nichel, il glutine e chi più ne ha più ne metta come Cristiana che invece non può mangiare praticamente niente!

intolleranze Ma, e la domanda nasce spontanea, come si scoprono le intolleranze alimentari? I sintomi medici si possono trovare dappertutto: basta aprire un qualsiasi forum per averne un lungo elenco. Quello che però la scienza non dice è come ci si sente. Inadeguati. Sempre. E non perché si sia posseduti da qualche mania di persecuzione – va detto che qualcuno che si sente in questo modo c’è comunque -, ma perché l’intolleranza alimentare spesso non viene riconosciuta se non ha quegli specifici sintomi. Stanchezza? Mal di testa? Sensazione di essere incapaci di digerire qualsiasi cosa? Nausea improvvisa e apparentemente immotivata? Sbalzi di umore? Possono tutti essere sintomi di intolleranze alimentari. intolleranze Non è detto che lo siano, sia chiaro. Ma le intolleranze alimentari non sono da escludere a priori. Il meccanismo, senza entrare in ambito medico per il quale servono studi di anni e non ci si può certo improvvisare nè tantomeno si può sostituire la consultazione di un sito internet a una visita da uno specialista, è abbastanza elementare: ogni volta in cui introduciamo nel nostro corpo una sostanza che non tolleriamo o alla quale siamo allergici il nostro organismo cerca di accoglierla e, in questo caso, di digerirla. Con le allergie il rifiuto avviene in un arco di tempo breve, visto che il corpo lo identifica come una sorta di veleno erigendo delle barriere per eliminarlo. Nel caso delle intolleranze, invece, la strada è più lunga perché l’organismo prova a digerirla per poi accorgersi di non essere in grado. Non è di certo una spiegazione scientifica, ma si avvicina abbastanza a quello che succede all’interno di un organismo intollerante. Questi tentativi di digestione provocano diversi problemi all’individuo, problemi che non sembrano direttamente connessi con l’alimentazione – non ci sono solo mal di stomaco e di pancia – e per questo è necessario non escludere a priori che dietro vi sia un’intolleranza alimentare. Che fare quindi? Affidarsi a un medico e, se necessario, insistere anche per dei test sulle intolleranze.

E se avete capito di essere intolleranti a qualche cibo e state per partire ecco qualche ulteriore consiglio: leggi il kit di sopravvivenza e i consigli dell’esperta.

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