In viaggio con la quinoa: cos’è e come si cucina

Non è mai stata troppo brava ai fornelli. Immaginatela alle prese con la quinoa.

Quinoa??? Sì, quei semini che sembrano mangime per uccelli… La mia amica intollerante ne va pazza e vi consiglia addirittura come preparare questo splendido manicaretto. Attenzione però perché questa prelibatezza non sa di niente se non la condite per bene. Niente paura, basta un po’ di fantasia e il piatto è pronto! 

quinoa“Eh ma perché ti porti la quinoa in viaggio? Come fai a cucinarla?”: quante volte mi sono sentita porre queste domande. Prima di tutto, facciamo un passo indietro. Cos’è la quinoa? Scientificamente è una pianta erbacea della stessa famiglia degli spinaci e della barbabietola, i cui semi vengono macinati e forniscono una farina che contiene prevalentemente amido. Il che la colloca nel gruppo dei cereali. Questo dal punto di vista strettamente scientifico, da quello dei diversamente alimentati – ovvero di chi deve fare i conti tutti i giorni con fastidiose intolleranze alimentari – la quinoa rappresenta il sostituito ideale di pane e pasta. Per chi è intollerante al glutine, insomma, può dare una grande mano nell’alimentazione quotidiana. Quindi, opportunamente preparata, anche in viaggio.

Come si cucina la quinoa? Anzitutto va detto che al naturale si presenta in semi, ovvero palline tipo cous cous. E la sua preparazione non è molto dissimile proprio dal cous cous. Piccola nota a margine: evitate di acquistare la quinoa pre lessata se non ne avete davvero estremo bisogno: il sapore del contenuto di queste lattine spesso è qualcosa che non si augura. Per questo prima di partire, per una gita o anche per un viaggio un po’ più lungo, dove comunque prima di riuscire ad arrivare a un punto di ristoro con alimenti anche per intolleranti si deve fare magari qualche tappa, il mio consiglio è di preparare un bel contenitore con della quinoa condita come più vi piace.

quinoaCucinarla è semplice: basta lavare i semi di quinoa con dell’acqua, metterli in un pentolino e poi ricoprirli di acqua. Di solito le dosi sono l’una il doppio dell’altra: per un bicchiere di quinoa, che rappresenta una bella porzione per una persona, ne servono poco meno di due di acqua. Poi si mette tutto in un pentolino, insieme a un pizzico di sale, e poi si lascia andare sul fuoco -fiamma bassa, altrimenti esplode e vi ritrovate tutti i semini appiccicati sul fornello – fino a che l’acqua non si sarà completamente asciugata. Un consiglio: evitate di mettere troppa acqua se non volete ottenere una poltiglia appiccicosa e con poco sapore.

A proposito di sapore, la quinoa è tanto sana – è dietetica, fa bene alla produzione di insulina, insomma è davvero una mano santa -, ma non sa praticamente di nulla se non viene condita. Quindi si può consumare al naturale con olio e magari limone o pepe oppure la si può preparare con verdure, carne o qualsiasi altro alimento. Insomma, è un po’ come il riso. A proposito, ora che arriva la bella stagione una bella insalata di quinoa con olive, prosciutto, pancetta, würstel o altri ingredienti a cui non siate intolleranti è l’ideale.

Read more

Senza glutine sui treni
anche lo snack po’ diventare un lusso

E’ diversamente alimentata, questo, se leggete il mio blog, dovreste già saperlo bene. Ma non solo, perché la mia amica viaggiatrice è anche un tantino esigente e polemica (se lo dice da sola, quindi posso dirlo anche io!). Così, in uno dei suoi spostamenti in treno, ha trovato un’offerta (prezzo vantaggioso a cui l’ho indirizzata io ovviamente…) e ha deciso di viaggiare in prima classe per venirmi a trovare. E pensate che, alla domanda “Snack dolce o salato?” ha avuto addirittura il coraggio di chiedere qualcosa senza glutine!!!
Vi avevo avvertito… la mia amica intollerante mi stupisce sempre! 

Ai passeggeri della prima classe di Trenitalia vengono forniti i prodotti Riso Scotti, la più quotata (fra i “diversamente alimentati”) Schar è limitata alla carrozza ristorante.

viaggio intollerante treno“Snack dolce o salato?”. Se avete mai fatto un viaggio in prima classe con un qualsiasi Frecciarossa vi sarà capitato di ricevere la visita del gentilissimo personale di Trenitalia. Un servizio impeccabile, non c’è che dire. Non sono un’habitué della prima classe, ma quando trovo offerte particolarmente convenienti la scelgo. Torniamo alla domanda “Snack dolce o salato?”. Da intollerante, pardon diversamente alimentata, chiedo, anche un po’ timidamente, quasi con la paura di disturbare, se c’è qualcosa senza glutine. “Certo, dolce o salato?” mi rispondono col sorriso le due “hostess”. Benissimo. Posso fare uno spuntino in treno “offerto” da Trenitalia. Mentre mi gusto il mio “Ciocco e Riso” della Riso Scotti con il caffè, sento questo annuncio “Hai voglia di mangiare senza glutine? Trenitalia ti invita a provare i prodotti Schar nella carrozza ristorante”. Prodotti Schar? Nella carrozza ristorante? A pagamento, quindi. D’altro canto, i prodotti senza glutine sono già così a buon mercato: giusto applicare il sovrapprezzo della carrozza ristorante e dare ai passeggeri di prima classe (che si suppone comunque paghino solitamente più degli altri, offerte a parte) una barretta di “Ciocco e riso” e nessun prodotto Schar. D’altro canto, si può avere “voglia” di mangiare senza glutine. E, si sa, le voglie si pagano. Intendiamoci, avere del cibo senza glutine sui treni, solo alcuni mica che poi ci abituiamo a vivere in un Paese troppo civilizzato, è una grande conquista. Enorme. E comprendo anche il guadagno che se ne debba ricavare. Però forse ogni tanto bisognerebbe considerare che si è scelto di fornire un servizio. Non un lusso.

Read more