Viaggi intolleranti: Il kit di sopravvivenza e i consigli dell’esperta

«Beh grazie, sei intollerante a lieviti, nichel, glutine e lattosio»: è la frase che dico sempre io quando viaggio con la mia amica “intollerante”.

Dopo averla “costretta” (in realtà è sempre stata consenziente) ad arrivare ovunque anche in capo al mondo perché per me viaggiare è tutto, finalmente ha capito che è importante organizzarsi con il famoso sacchetto dei prodotti per vivere fuori casa da intolleranti. Evviva, sono sicura che mi stupirà ancora! 

intolleranze alimentari Viaggiare significa anche lasciarsi vivere dal contesto. Invece di imporsi, lasciarsi vivere. E nel caso di chi è “diversamente alimentato” questo si traduce in adattamento. Mi spiego: viaggiare pretendendo di avere a disposizione ogni tipo di risorsa significa decidere consapevolmente di non godere appieno l’esperienza che si sta affrontando. Mi spiego ancora meglio: a me più volte è capitato di vivere con frustrazione il fatto che, in Italia più che all’estero devo ammetterlo, non tutti i ristoranti avessero qualcosa per me. “Beh grazie, sei intollerante a lieviti, nichel, glutine e lattosio” potrebbe obiettare qualcuno. Esatto. Questo è il punto: non può e non deve essere l’ambiente circostante ad adeguarsi alla diversità alimentare. Per questo, smettiamola di dare sempre la colpa a chi “non capisce che noi non possiamo mangiare tutto”. Bisogna ribaltare la propria prospettiva, se ci si vuole godere un viaggio. Non che quello dei disturbi alimentari sia un problema da sottovalutare, intendiamoci. Ma è essenziale capire che deve essere il viaggiatore il primo ad essere pronto a provvedere a se stesso. Tradotto in pratica? Magari la borsa o lo zaino peserà un po’ di più, ma un sacchetto con i prodotti di prima necessità (cracker di riso, succhi di frutta senza conservanti, biscotti senza glutine ne latte, della marmellata senza additivi, ad esempio) cerchiamo di non farlo mai mancare nel nostro bagaglio.

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Intolleranze alimentari, viaggiare si può.
Ecco i consigli su come organizzarsi prima di partire

Questa “rubrica”, si chiamiamola così non è gestita da me, anche perché, fino a prova contraria, io non ho ancora scoperto di avere nessuna intolleranza alimentare ( ed ecco che me la tiro!), ma la mia migliore amica anzi una delle miei due migliori amiche e sorelle acquisite ne soffre da tempo. Ve la presento si chiama Cristiana Mariani, fa la giornalista come me ed è intollerante a tutto. Da quando non può mangiare pasta, pane, formaggi, pomodori, legumi, lieviti, carne rossa, cibi che contengono nichel, alimenti fritti…… e varie ed eventuali, portarla fuori anche solo per cena è diventato un dramma. Dalle sue esigenze e, come dice lei, da quelle di molti altri nasce la voglia di consigliare come fare per vivere al meglio una vacanza “intollerante” 
Prima di tutto, chiariamo un fatto: l’intolleranza alimentare esiste. Non è un’invenzione né una fissazione psicologica di qualche matto. Perlomeno, c’è chi forse per ipocondria teme di essere intollerante pur stando benissimo, ma c’è anche chi subisce davvero le conseguenze di un’alimentazione non adatta al proprio fisico. Una volta definito questo, si può definire anche il fatto che, qualsiasi intolleranza alimentare si abbia, nessun viaggio è vietato. Cioè, se si è intolleranti ai lieviti e si organizza una gita di una settimana all’Oktoberfest forse un po’ di difficoltà in più si incontrano. Ma in linea di massima, con qualche accorgimento si può viaggiare. Prima questione fondamentale: se si viaggia in Italia, prima di partire prendere nota dei negozi Natura Sì che si possono trovare nella zona. Pubblicità? No, sopravvivenza. Essendo una catena particolarmente sviluppata, questo genere di attività commerciale ha una discreta presenza nella Penisola – non in ogni regione, ahimè – e può davvero diventare un punto di riferimento, seppur non sempre a prezzi irrisori, per i turisti con difficoltà alimentari. Intolleranze a glutine, latte, nichel, lieviti: almeno per questo genere di problemi si possono trovare prodotti utili e riuscire quindi a trascorrere la propria vacanza anche con pasti al sacco particolarmente soddisfacenti.

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