In questo racconto si parla di Torquay nel sud dell’Inghilterra.
Un’avventura vissuta di notte, senza cartina, guida o tecnologia al seguito per perdersi e viaggiare davvero!

inghilterraPerdersi. Perdersi e immergersi in una città. Quante volte l’ho sognato, non sapendo poi neanche molto cosa volesse dire nella realtà. Finché una sera mi è capitato davvero. Non che io non mi sia mai persa, anzi. Però non l’ho mai vissuta in quel modo. Ero con la mia migliore amica a Torquay, centro nel sud dell’Inghilterra. Per una serie di vicissitudini che non sto a spiegare, noi ci siamo ritrovate ad essere le uniche due decisamente maggiorenni insieme ad altre quattro ragazzine decisamente minorenni, due delle quali sono le sorelle della mia amica in questione. Loro erano lì per una vacanza studio, noi per una tappa della nostra vacanza e basta. Quella sera avevamo deciso di non far loro prendere i mezzi per tornare dal centro della città alle case delle famiglie che le ospitavano, confidando nel loro senso dell’orientamento. Errore enorme. Abbiamo girato per ore per questa città.inghilterra Senza cartina, senza connessione internet. Un incubo? No, ricordo soprattutto sorrisi, racconti di aneddoti e le facce preoccupate delle nostre quattro “sorelline” quando per strada abbiamo incrociato un ubriaco che bofonchiava qualcosa. La ricerca delle case delle loro “famiglie” si è trasformata nell’esplorazione involontaria della città. E persino il fatto di aver raggiunto il confine con la città accanto – come abbiamo fatto? Ah, non chiedetemelo: non lo sapevo allora e non lo saprei ricordare neppure adesso – è stato singolare. Ed essendo intenta a cercare di orientarmi e a guardarmi intorno non ho avuto neanche paura per la nostra incolumità in una città straniera di notte. Forse proprio questa esperienza mi ha fatto capire come voglio viaggiare: perdendomi. Non sempre, non in qualsiasi situazione, sia chiaro. Ma ogni tanto, magari anche all’interno di un viaggio più o meno organizzato, è indispensabile riporre guida e tecnologia in hotel e lasciarsi vivere dal posto in cui si è. Così lo si porterà dentro per sempre.

di Katjia Schneider

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