In Sardegna ecco la gemma della Costa Smeralda

223/365 Golfo di Marinella

Profumo d’estate, profumo inevitabilmente di Sardegna. Questa è una regione da esplorare e da conoscere tanto nei suoi paesaggi quanto nei suoi sapori e nel suo stile di vita. Il nostro viaggio fa tappa in Costa Smeralda, una delle zone più esclusive d’Italia per quanto riguarda i prezzi dei locali e il costo della vita d’estate, ma anche per il lusso che si respira e per i panorami incredibili che si possono apprezzare soprattutto nel Golfo di Marinella.

Dove: in Sardegna, nel cuore della Costa Smeralda.

Numero di abitanti: la zona conta poche migliaia di abitanti durante l’anno, che però si moltiplicano d’estate con l’arrivo dei numerosi turisti provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.

Da vedere in quanti giorni: la zona del Golfo di Marinella, che comprende aree come Marinella, Punta Marana, Palumbalza e arriva sino al limite con Golfo Aranci è una delle più suggestive d’Italia. Quindi è raccomandabile rimanervi almeno tre o quattro giorni. Spingendosi poi oltre se si vuole visitare anche l’area circostante.

Da fare assolutamente: vita di mare, senza dubbio. Le spiagge sono dei veri paradisi, l’acqua del mare è talmente limpida che in alcuni giorni sembra di essere alle Maldive. Impossibile non lasciarsi attirare dal paradiso naturale che si para davanti a ogni visitatore del Golfo di Marinella. Il consiglio è quello di regalarsi un giro in gommone per vedere alcune isolette altrimenti irraggiungibili: a Le Camere lascerete il cuore. La sera poi la tappa obbligata è la vicina Porto Rotondo, vero centro pulsante del divertimento di tutta la Costa Smeralda. Dal Tartarughino al Country, sono numerosi i locali notturni che sono ormai diventati dei cult nella vita notturna di tutta Europa.

Qualche consiglio: i locali notturni e i ristoranti, nonché i bar sulla spiaggia, non sono tutti a buon mercato. Anzi. Che la Costa Smeralda sia uno dei luoghi più costosi d’Italia è noto, basta sapersi destreggiare e scegliere su quali serate puntare in maniera particolare. Il divertimento costa, inutile stupirsi. Tanto vale arrivare preparati.

Da assaggiare: dai culurgiones alle seadas, anche senza glutine e senza lattosio se si va in alcuni agriturismi o ristoranti particolarmente forniti: le pietanze tipiche in Sardegna non mancano. E sono anche molto buone. Tutto con un bel bicchiere di Vermentino di Gallura, per concludere poi con il tipico mirto.

 

Facebookpinterest

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *