Festival di Sanremo: il pregiudizio su Levante

Levante al Festival di Sanremo (Foto Facebook)
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Noi ci stiamo preparando. Il nostro staff di esperti sta in questi giorni ascoltando tutta la discografia dei cantanti in gara nella categoria big del Festival di Sanremo, che si terrà dal 4 all’8 febbraio 2020. Siamo alle prese con i nostri pre-giudizi, ovvero giudizi ironici e pungenti da cui partiamo poi tradizionalmente per redigere le nostre temutissime e altrettanto ironiche pagelle durante il Festival. Si fa sempre tutto per scherzare, nessuno metta il muso. E così dopo Elettra Lamborghini (leggi qui), Alberto Urso (leggi qui), Junior Cally (leggi qui), Michele Zarrillo (leggi qui), Irene Grandi (leggi qui) e Piero Pelù (leggi qui), tocca ora a Levante.

Levante: pre-giudizio 7.5. Lo confesso: fino a un paio d’anni fa non la sopportavo. La colpa era essenzialmente di “Alfonso”, la canzone che ha fatto conoscere Levante al grande pubblico. Quel “Che vita di merda” urlato nel ritornello solo per emergere mi dava l’impressione di una parolaccia gridata tanto per farsi conoscere. E probabilmente era così. Ma Levante non è solo questo. Anzi. Grazie all’amica e grande fotografa Marta Sampietro ho iniziato ad ascoltarla e apprezzarla. La ragazza nel giro di sei anni ha vissuto un’evoluzione che gente tipo Bianca Atzei o altri cantantucoli del sottobosco italico non hanno l’intelligenza e la fortuna di attraversare neppure in un’intera carriera. Dal primo album a oggi, Levante è passata dal parlare esclusivamente di se stessa e dei disagi dell’amore a trattare temi che descrivono la società attuale.

Finalmente qualcuno che non è “Sole, cuore, amore”. Grazie Levante. E anche in “Alfonso” in effetti dipingeva la realtà di certe feste. Ma la maggior parte degli ascoltatori ricorda “Che vita di merda”. E questo è il grande limite di questo brano. Altro pregio-difetto di Levante: la somiglianza dal punto di vista vocale e tematica con Carmen Consoli. Averne di somiglianze del genere, intendiamoci. Però a volte risulta qualcosa di già sentito. Sul palco di Sanremo porterà un brano contro l’omofobia e se sarà come “Andrà tutto bene” (che peraltro è anche il titolo del mio libro thriller che potete acquistare a questo link, piccolo spazio pubblicità come cantava Vasco) o “Bravi tutti voi” sarà davvero un gran bel pezzo. Sicuramente da podio.

Cristiana Mariani

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