Arrivare in una città sconosciuta per la prima volta è sempre un bell’impatto, almeno per me che difficilmente vado in vacanza due volte nello stesso posto, o almeno quando è possibile, cerco di aggiungere una bandierina nuova sulla mia mappa del mondo.

Oggi sono arrivata a Mosca, di sera. Il volo, partito tre quarti d’ora in ritardo, è arrivato solo una decina di minuti dopo il previsto, alle 22.20. Per raggiungere l’alloggio, in centro città (prenotato autonomamente con booking senza ascoltare chi mi diceva che per andare in Russia è meglio rivolgersi ad un’agenzia di viaggi) ho scelto il taxi. Un buona idea perché di sera spostarsi in una città nuova non è semplice, soprattutto quando si viaggia in gruppo (e noi in questo viaggio siamo in 7: 6 adulti e la piccola Zoe). Il costo del taxi è contenuto, in 7 si spendono 70 euro e il viaggio è di circa un’ora.

Il primo impatto con Mosca è con una città caotica, dal traffico sostenuto anche la sera dopo le 23, con una città pulita e maestosa: strade e spazi grandi.

I Russi, un po’ chiusi e non molto cordiali, parlano principalmente la loro lingua. Non aspettatevi di dover sapere l’inglese per intendervi a Mosca. In Russia si parla russo e se non capite una parola, come è capitato a me, l’unico modo è cercare di spiegarsi a gesti. In qualche modo riuscirete ad ottenere quello che avete chiesto.

Altro consiglio: spostate le lancette dell’orologio un’ora in avanti prima di partire così all’arrivo non avrete sorprese e sarete in linea con il fuso orario locale.

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