Ecco le pagelle, come al solito ironiche e divertenti, di Cristiana Mariani e dei suoi esperti

Terza serata del Festival di Sanremo e terze pagelle. E’ stata la serata dei giovani e delle cover dei big. E’ stata anche la serata di tanti, troppi orrori musicali. Eccoci allora implacabili con le pagelle di Cristiana Mariani e del suo gruppo di esperti. Come al solito, si fa per scherzare. Nessuno se la prenda, è solo ironia. Godetevele.

“Nuove proposte:

Maldestro voto 5.5. Bella la canzone, un po’ meno la sua voce fin troppo graffiata. A tratti sembra uno strazio trascinato troppo a lungo. Ah, Maldestro, guarda che non basta il look da De Gregori per diventare De Gregori.

Tommaso Pini voto 4. Eccolo qui il pagliaccio che aspettavamo. Vestito a caso giusto per colpire – novità incredibile fra l’altro scimmiottare Johnny Deep -, s’è pure portato dietro il direttore d’orchestra vestito al buio come lui. Tommaso, datti pace.
Valeria Farinacci voto 6. E’ una Carmen Consoli mixata con un sorriso e con Levante. Ecco, non st’esplosione di novità, però abbastanza sanremese da poter vincere fra i giovani ed essere dimenticata nel giro di una settimana. NIente di che, ma meglio di chi l’ha preceduta. Ed è tutto dire.
Lele voto 7. Finalmente qualcuno che spicchi. Se non vince lui, evidentemente la giuria è composta da sordi.  Bella la canzone, orecchiabile al punto giusto e lui tiene anche benino il palco. Non possiamo chiedere di più quest’anno, quindi accontentiamoci. Brano destinato a diventare tormentone per le ragazzine.
Eliminati il finto Capossela Tommaso Pini e la povera Farinacci. Vincerà Lele indubbiamente.
COVER
Chiara voto  7.5. Dimagrisce ogni sera, date a sta valchiria due fettuccine altrimenti a sabato non ci arriva. Canta “Diamante” e lo fa molto bene. Ogni tanto rischia di sconfinare nella canzoncina da sagra, ma poi si riprende e i suoi gorgheggini non sono male.
Ermal Meta voto Oh un po’ meno eh. Complimenti per l’ecomostro che ha sulla giacca. Ah, è una spilla.  Canta “Amara terra mia”, a testimonianza del fatto che il caro Ermal proprio non riesce a rinunciare ad essere pesante come un macigno. Niente, lui è intellettualoide e deve soffrire e far soffrire. Ebbasta.
Lodovica Comello voto 4. Basta, ci rinuncio. E’ chiaro che non ci hanno informato dello sciopero dei costumisti. E’ vestita come un padre pellegrino incrociato con cappuccetto rosso. E’ oggettivamente troppo. Eh ma poi inizia la cover. Canta “Le mille bolle blu”. E capisci che davvero la Lodovica cara doveva stare a casa. Trasforma tutto in uno spettacolo Disney. Per carità, non che sia una canzone triste. Ma può anche smetterla di ammiccare. Non è la tua settimana, Lodovica, Paolo Fox nell’oroscopo non ti aveva detto niente?
Al Bano voto 3.5. Una s’aspetta che faccia la cover di se stesso e invece lui sorprende tutti, spiazzandoci e cantando… un brano stravecchio: “Pregherò” di Adriano Celentano. Come dire, resti sempre e comunque nell’altro secolo. Dai su, però basta pregiudizi: ascoltiamolo. Appunto, ma tanto è senza voce. Ribadisco il concetto: Al, torna a Cellino.
Fiorella Mannoia voto 6.5. Ovviamente canta De Gregori, “Sempre e per sempre”. Ecco, diciamo che anche lei è un pelo pesantina e teatrale, ma Fiorellona è Fiorellona. Magari un pelo di leggerezza ogni tanto male non farebbe.
Crozza voto Ma basta. Non fa ridere, parla solo di politica e lo fa pure male. Ma pensare di far passare qualche spot di Carosello al posto suo?
Alessio Bernabei voto 3.5. Canta “Un giorno credi” di Bennato e la speranza è che Bennato prima o poi entri e gli riapra la fontanella a microfonate. Trasforma anche questa in una canzone in stile Modà a metà con un sofferente Raf e non lo si sopporta. Alè, ok che “Noi siamo infinito”, ma finiscila.
Paola Turci  voto 8. Canta un brano giusto giusto poco impegnativo, “Un’emozione da poco” cantata all’epoca da Anna Oxa, e arriva dritta come un pugno subito. Molto rock il brano, sempre più rock lei. Sul palco è magnetica e quel sorriso con tanto di cicatrice fa più di mille discorsi sulla vita. Celestiale.

Gigi D’Alessio voto 3.5. Non che non abbia voce per carità. Anzi, ce l’ha e la usa. Ed è questo il problema. Trasforma tutto in “Nu matrimonio napulitano”. Non se ne può più. Canta “L’immensità” e ti devi trattenere per commentare “del gran ca… che te ne frega”.

Francesco Gabbani voto 7.5. Canta “Susanna” di Celentano e gli si addice molto. Peccato per quegli urletti alla Pierpiero di Antonio Albanese.

Marco Masini voto 7. Canta una coraggiosa “Signor tenente”. Coraggiosa per lui perché non può urlare tutto il tempo come gli piace fare. E gli viene decisamente bene.

Michele Zarrillo voto 6. Canta Miguel Bosè, “Se tu non torni”, e già non è la scelta del secolo. Se poi la fa anche peggio dell’originale, svuotandola di qualsiasi possibile emozione, diventa un esercizio di stile. Che ci sia o non ci sia Zarrillo a Sanremo è uguale.

Elodie voto 8.5. “Quando finisce un amore” di Cocciante la sente e si vede. È dentro il brano e anche dentro le orecchie del pubblico, ma la sua voce è potente e non fastidiosa. Anzi. Trascina nella canzone. Brava sul serio.

Samuel voto 7.5. E’ vestito da Michael Jackson, ma la sua “Ho difeso il mio amore” è spettacolare. Molto Linea 77, non per niente si fa aiutare proprio da “un Linea 77” nella performance, molto rock e molto straziata. Bravo.
Sergio Sylvestre voto 5. La voce ce l’ha, abbiamo capito. Basta però fare in continuazione il Mario Biondi di colore. E, soprattutto, cantare “Vorrei la pelle nera” e non essere esattamente bianco latte fa abbastanza ridere. Bene l’apporto dei Soul System, però il “No matter if you’re black or white” lo diceva già qualcuno almeno vent’anni fa. Staccarsi dal clichè e tentare di fare qualcosa di nuovo?
Fabrizio Moro voto 5. Fabri, te lo dico così evitiamo fraintendimenti: non è che tutto ti deve far arrbbiare. Un pelo di leggerezza male non ti farebbe. Moro canta “La leva calcistica del ’68” come se fosse una lotta all’ultimo sangue. Non ci siamo.
Michele Bravi voto 6. Avrei scommesso che avrebbe cantato Battiato. E infati porta sul palco “La stagione dell’amore”. Fa il suo, sembra tornato a X Factor. E infatti si vede che non aspetta altro che il voto dei giudici. Michele, non ti daranno quattro sì: stai sereno”.
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