Il riconoscimento delle zone di Conegliano e Valdobbiadene come patrimonio dell'umanità

Quando si parla di Treviso, Conegliano, Valdobbiadene viene istintivo pensare al prosecco. C’è addirittura chi, come la Imoco Volley Conegliano, presenta la squadra di pallavolo femminile brindando proprio con il prosecco. Oggi questi luoghi sono il 55esimo sito patrimonio dell’Unesco. Cosa significa? Da un punto di vista pratico, ben poco. Di certo però essere considerato patrimonio dell’umanità non può che avere ricadute positive dal punto di vista della reputazione di questo territorio. Un territorio che senza dubbio merita di essere visitato tanto per le sue colline – quella di Conegliano è una della zone in cui si produce il miglior prosecco al mondo – quanto per la bellezza delle sue città. Luoghi di interesse religioso, naturale, panorami mozzafiato ed eccellenze enogastronomiche: da queste parti ce n’è davvero per tutti i gusti.

Non solo turismo “bevi e fuggi”, però. In questa zona del Veneto stanno cambiando anche gli andamenti delle vendite e degli affitti. Buona la richiesta di rustici da parte di famiglie locali, fanno sapere da Tecnocasa, che ricercano tagli da 80 a 150 metri quadrati con giardino, preferibilmente oltre 10 chilometri al di fuori della mura cittadine. Le soluzioni da ristrutturare hanno valori che vanno dai 500 ai 1.000 euro al metro quadro, mentre per quelle già ristrutturate variano dai 1.300 ai 2.000 al metro quadro.

“Per quanto riguarda l’offerta di terreni da destinare a vigneti è rara, ancor di più nella zona di Valdobbiadene, dove ci sono terreni con denominazione Doc – proseguono -. Questi ultimi possono arrivare a costare intorno a 50 euro al metro contro una media di 15 euro al metro quadro per terreni senza denominazioni Doc. I primi sono acquistati prevalentemente da aziende agricole. La zona pregiata e unica del Cartizze a Valdobbiadene può arrivare ad avere terreni con un valore di 100/120 euro al metro quadro”.
Il mercato immobiliare da una parte e la denominazione di sito Unesco dall’altra stanno quindi contribuendo a far volare questo territorio. Un territorio che oggi si divide proprio sulla dichiarazione di patrimonio dell’umanità. Il processo per ottenere questo riconoscimento è stato avviato nel 2008 con il progetto di candidatura, iter ufficiale che è stato poi avviato nel 2010. Oggi, nove anni dopo, arriva la nomina del territorio del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene come patrimonio dell’umanità. C’è chi parla di standardizzazione del prodotto proprio a causa del marchio Unesco. Di certo è un modo per far parlare di questa zona e per attirare turisti a visitare alcune delle colline più belle del mondo.
Cristiana Mariani
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