Festival di Sanremo: il pregiudizio su Riki

Riki Sanremo
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Manca poco al Festival di Sanremo e il nostro staff di esperti è al lavoro per ascoltare l’intera discografia di tutti i cantanti in gara nella categoria big. Dal 4 all’8 febbraio si svolgerà la settantesima edizione del festival e noi siamo prontissimi con i nostri pre-giudizi, ovvero giudizi ironici e pungenti dai quali poi partiremo per le pagelle vere e proprie durante il Festival di Sanremo. Sono tutti giudizi basati su ironia e sarcasmo, fanno parte del diritto di critica e di satira. Nessuno se la prenda. Dopo Elettra Lamborghini (leggi qui), Alberto Urso (leggi qui), Junior Cally (leggi qui), Michele Zarrillo (leggi qui), Irene Grandi (leggi qui), Piero Pelù (leggi qui), Levante (leggi qui), Pinguini Tattici Nucleari (leggi qui), Marco Masini (leggi qui), Anastasio (leggi qui), Rancore (leggi qui) e Francesco Gabbani (leggi qui), ora tocca a Riki.

Riki: pre-giudizio 3.5. Un supplizio. Ascoltarlo è stato un vero supplizio. E non solo per i testi, del tutto vacui e ripetitivi come la peggiore delle tradizioni di Amici di Maria De Filippi riesce a regalare, ma proprio anche per la voce. Sto ragazzo è urticante quando, ovvero sempre, urla. Le sue canzoni sono tutte uguali, stessi concetti, medesima struttura. Il fatto che sia fra i big di Sanremo è motivato solo ed esclusivamente dal suo manager, mentore, ispiratore, padre putativo, santone. Ovvero Francesco Facchinetti, ex istrione e attuale impresario di presunti vip ma soprattutto imprenditore che ben conosce le logiche del mondo del business. E’ lui da qualche tempo il motivo per cui personaggi come Riki non sono ancora spariti dal panorama musicale italiano. Vocoder ed effetti di vario genere abbondano nei brani italiani di RIki, di quelli in spagnolo non parlo neanche perché sono talmente poco originali da sembrare tutti identici. Andrà a Sanremo con “Lo sappiamo entrambi”, scritta da lui, e la speranza è che comunichi al pubblico di sapere di dover cambiare mestiere.

Cristiana Mariani

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