Diario di viaggio / La prima volta sul ponte tibetano “Alla Luna”, tra i più lunghi e alti al mondo

Un'esperienza indimenticabile da provare almeno una volta nella vita perché quando sei a 120 metri d'altezza capisci che davvero tutto dipende da te e dai passi che compi...

Sono le emozioni, i ricordi, le sensazioni di quello che ho la fortuna di vedere e sperimentare ogni giorno.

Sono i momenti, gli attimi, gli sguardi, i sorrisi, le strette di mano.

E’ questo quello che voglio ricordare.

Esperienze che mi rimangono a lungo nella mente e nel cuore e che voglio che restino anche impresse qui, nero su bianco.
Giornate come quella di oggi: miscuglio di sentimenti che rimarranno indelebili.

ponte Sasso di Castalda, in Basilicata è un piccolo comune, non dista molto da Potenza – città che non avevo mai visitato prima e che nella sua complessità e particolarità mi è piaciuta – da un anno e mezzo ormai è meta di tanti turisti che lo raggiungono da ovunque per vivere un’emozione grande: attraversare il ponte tibetano lungo circa 300 metri e alto 120 metri. Il percorso nella sua completezza presenta due ponti, il primo è più breve e più basso e serve per prendere confidenza e il secondo che si attraversa dopo una bella camminata a piedi è ancora più suggestivo.

L’attrazione è conosciuta come il ponte “Alla Luna”, chiamato così per omaggiare la figura dell’ingegner Rocco Petrone che fece parte dello staff della Nasa che si occupò della missione “Apollo 11” che nel 1969 portò l’uomo sulla luna, nato proprio da genitori lucani.

Questo per me è uno di quei luoghi che dà soddisfazioni. Un posto autentico, dove ad accogliere i visitatori ci sono ancora le persone nate e cresciute qui, anche giovani che non cambierebbero le loro radici per nulla al mondo. Sasso di Castalda è un borgo, un gruppo di case dove, grazie a chi ha saputo andare oltre, c’è una grande esperienza da vivere. Così, senza sapere nulla di questo punte tibetano, senza avere aspettative precise… ad un certo punto mi sono trovata sospesa.

Lena Pepe, la mia guida che ringrazio ancora per quello che mi ha permesso di provare, era lì di fronte a me e io – in totale sicurezza, ma comunque appesa ad un filo con due moschettoni che io stessa potevo aprire e chiudere liberamente e i pieni appoggiati ai pioli del ponte – dovevo solo abbandonarmi ai miei passi, lasciare che le mie gambe mi conducessero un passo in avanti, uno dopo l’altro. Intorno al me il paesaggio meraviglioso della Val d’Agri e sotto di me 120 metri metri di vuoto e natura. 

Non posso ancora crederci: ho camminato su un ponte tibetano, tra i più alti e lunghi del mondo. Un’esperienza mistica, intima, che ti rimette in pace con te stesso perché una volta che indossi l’imbracatura e parti non puoi più tornare indietro o meglio solo tu puoi decidere se farlo o continuare l’avventura che dà un’adrenalina inspiegabile. Un passo dopo l’altro, come nella vita, per percorrere un ponte che arriva ad oltre 100 metri d’altezza e dove guardando lo strapiombo sotto i piedi capisci quanto sei forte e quanto tutto sia possibile.

Il ponte “Alla Luna2 è un’esperienza di vita e io sono felice di averla provata. 

INFORMAZIONI  UTILI

Come raggiungere il ponte “Alla Luna”:

Da Salerno, Napoli, Avellino, Lagonegro, l’uscita autostradale più vicina si trova sull’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria  – svincolo di Atena Lucana.
Proseguire per la SS 598 direzione Taranto fino allo svincolo per Sasso di Castalda

Da Bari, Taranto, Lecce, Matera L’uscita autostradale più vicina si trova sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano – svincolo di Tito.
Proseguire lungo la SS 95 Tito-Brienza direzione Brienza fino allo svincolo per Sasso di Castalda

Costo del biglietto 15 euro comprensivo di attrezzatura 

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Italia sempre più multietnica: quasi 4 milioni di extracomunitari

L'indagine Istat evidenzia che il 6% della popolazione proviene da un Paese non comunitario

extracomunitari Circa 3 milioni e 715mila. Tanti sono i cittadini non comunitari che sono stabilmente in Italia e che risiedono qui in maniera regolare e quindi con permessi e documenti a norma. A dare una fotografia di quanto il Belpaese stia cambiando è l’Istat, che dà conto di quanto – i dati si riferiscono all’1 gennaio 2018 – la nostra società possa definirsi realmente multietnica. La popolazione in Italia è di 61 milioni di persone e quindi significa che circa il 6% dei cittadini regolari in Italia è di origini extracomunitarie. Una moltitudine, se si pensa solo alle presenze di stranieri sulla Penisola di dieci anni fa.

Nel dettaglio, il 51,7% di questi 3 milioni e 715mila non comunitari sono uomini, il 48,3% donne. Il 21,7% è minorenne. Le famiglie con almeno un componente originario di un Paese extracomunitario sono un milione e 300mila, 321.756 quelle con almeno un componente non comunitario e uno italiano. I cosiddetti matrimoni misti sono quindi in espansione.

Le concessioni di nuovi permessi di soggiorno sono in aumento: 262.770, il 16% in più rispetto all’ultimo rilevamento. I motivi delle richieste di permesso di soggiorno per rimanere in Italia sono prevalentemente famigliari, poi ci sono asilo politico e motivi umanitari e molto più staccati studio, lavoro e altro. I nuovi italiano sono quasi 136mila e l’acquisizione di cittadinanza arriva soprattutto per residenza, trasmissione o elezione. Più raramente per matrimonio o diritto di sangue. Quel che è certo è che l’Italia è ormai un Paese sempre più multietnico e multiculturale e per questo anche i Comuni non possono non tener conto di aspetti del genere quando promuovono le eccellenze e le ricchezze dei loro territori.

Territori che, da nord a sud, hanno molto da offrire ai tantissimi turisti che approdano sulla Penisola. E che potrebbero diventare un ulteriore volàno di turismo aprendosi ancora di più alle possibilità che certi tipi di flussi migratori possono rappresentare.

siparteconerika@gmail.com

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