Donne / La scelta di Marta Sampietro: “Lascio tutto per una vita vista mare”

La fotografa si è trasferita dalla provincia di Milano al Golfo dei Poeti e oggi racconta l'Africa

Incontri. La vita è fatta proprio di incontri. Ce ne sono alcuni che ti cambiano la vita perché ti fanno capire che tutto è possibile, ti danno una nuova prospettiva. E danno colore. Colore a tutto. Marta Sampietro è questo: dà colore a chi la incontra. Riesce con una pennellata a creare un porta dove prima si vedeva soltanto un muro. La sua vita si può definire con una parola: passione. “Siamo così, dolcemente complicate” cantava Fiorella Mannoia. E lei, Marta Sampietro, ha talmente tante sfaccettature da rendere semplice tutto ciò che potrebbe sembrare complicato. Fotografa di professione, ma anche ballerina per vocazione, cantante attualmente per diletto e curiosa per natura. Ma anche con un coraggio senza eguali. Un coraggio che l’ha portata tanto in Guinea Bissau al seguito di una missione di medici italiani – i suoi “supereroi” li definisce nel libro che sta per uscire – quanto a lasciare le certezze di una vita per trasferirsi senza un lavoro né una casa al mare, dove l’istinto l’ha portata.

Marta, che lavoro fa?

“Racconto storie”

Come le è venuta l’idea di diventare fotografa? 

Marta Sampietro

Marta Sampietro

Un po’ per gioco. Uno dei miei amori era fotografo, ha iniziato lui a mettermi in mano la macchina fotografica. La mia amica Gabriella aveva bisogno di qualcuno che facesse le foto ai saggi di danza della scuola in cui lavorava e quindi le ho dato una mano. Poi ho iniziato a considerare la fotografia come lavoro. Ho anche iniziato a capire che la fotografia parlava meglio di me. Mi ritrovavo a fare progetti che non sapevo dove mi avrebbero portata ma che erano un modo chiaro per me per dire prima di tutto a me stessa delle cose. Per me la fotografia è un canale di comunicazione, un mezzo che deve essere usato per comunicare delle cose. La mia macchina fotografica spesso vede meglio di me”.
 
Quando ha capito che quello della fotografia sarebbe potuto diventare un vero lavoro?
La fortuna e gli incontri ti danno una mano. Frequentavo lo Ied – Istituto europeo di design a Milano, ndr – e sono andata a stampare le mie foto da Studiosally, lo studio del fotografo Roberto Garavaglia. E da lì ho iniziato a collaborare grazie a lui con il quotidiano Il Giorno di Legnano. Devo molto a Roberto, mi ha insegnato davvero tanto. Poi ho aperto il mio studio. Per tre anni è stata la mia casa professionale, ma poi ho dovuto lasciare. Non era il momento giusto per fermarmi, a me piace andare in giro”
Ha mai pensato di intraprendere una carriera diversa, magari più “ordinaria”?
No, mai. Faccio tante cose diverse tra loro. Io sono un’anima sempre in tormento e creativa. E non sempre questo ha un’accezione positiva. Mi sentirei morire se dovessi essere ingabbiata a fare la cosa più comoda. Non lo dico per darmi un tono, anche perché quando non hai argini devi imparare a gestirti e questo non è facile. Ho capito come fare a 36 anni, prima è stato difficile”. 
 
Si sente un’artista?
“Artista? Mi sembra di essere montata a definirmi “artista”, preferisco dire che nella vita racconto storie. Che poi è quello che faccio davvero”.
 
Come ha capito “come gestirsi”? 
“Ho capito di dovermi gestire, ho capito che essere diversa dagli altri non significa essere sbagliata. Sono così. Mi sono accettata, ho capito di essere complicata. Per anni non mi sono compresa. Non avevo il coraggio di fare, di muovermi, di seguire liberamente i miei desideri. Avrei voluto tanto essere tranquilla come gli altri”. 
 

Parliamo delle sue passioni. Cominciamo da quella per la danza… 

Marta Sampietro

Marta Sampietro

“Uso la danza per buttare fuori delle cose, per comunicare delle mie urgenze interiori come faccio con la fotografia. Io ballo da quando avevo 13 anni, la danza mi ha salvata. Ho dovuto affrontare delle difficoltà e, se non fosse stato per la danza e per Gabriella, che negli anni è diventata una delle mie più care amiche, sarebbe stata più dura. Non chiedevo aiuto, ma mi serviva. Gabriella l’ha capito e ci siamo unite nel gruppo Controvento, che ora è diventata un’associazione molto attiva”.
Poi c’è il canto
Mio cognato Attilio, marito di mia sorella Eliana, è musicista della Scala. In casa mia c’è sempre stata la musica, anche perché anche mio papà è un appassionato. Si faceva il karaoke, ho sempre cantato. Mi chiudevo in bagno e cantavo. Ho sempre desiderato farlo e avere una band, ma non l’ho mai fatto. Poi mi sono trasferita in Liguria e ho iniziato a sciogliere alcuni nodi della mia vita. Fra questi c’era anche il canto. Il destino ci ha poi messo del suo: mi sono rotta una caviglia e sono stata costretta a rimanere a riposo. Così mi sono data da fare per ingannare il tempo ho trovato Mirko, il chitarrista che attualmente mi accompagna”.
 
Lei vive di passioni e di azione. Non sa stare ferma, insomma. Tanto che un anno fa ha compiuto una scelta radicale: ha lasciato il lavoro che aveva in provincia di Milano, la famiglia, gli affetti più cari, la sua amata casa nel bosco, per andare a vivere a San Terenzo, nel Golfo dei Poeti in Liguria.
Nella mia vita stavano succedendo tante cose legate al progetto di fermarsi. Per essere come si aspettavano gli altri forse, mi sono imposta di mettere radici. Ma le mie in quel momento non erano scelte veramente sentite, quindi ero insofferente. Cercavo nuove soluzioni per stare meglio. Ed ecco arrivare in soccorso il mio altro amore: il mare. L’altro mio cognato, Carlo, andava a vela e mi ha sempre portato con sè. Il mare, la vela, quella libertà che ti danno questi elementi mi sono sempre rimasti dentro. Così ho cercato scuola di vela su internet e ho trovato quella che poi ho scelto, nel Golfo dei Poeti, di Lucia e Marino. Mi sono regalata l’iscrizione a questa scuola per il compleanno. Ci sono andata due volte in estate e poi l’estate successiva. Questa esperienza mi ha fatto guardare la mia vita da una nuova prospettiva. Sono rimasta tanto tempo nel Golfo dei Poeti con Lucia e il suo gruppo. Poi piano piano ho fatto una serie di scelte e mi sono liberata di tutta una serie di aspetti della mia vita che erano diventati per me troppo pesanti. Avevo chiaro di doverlo fare e sapevo bene cosa volevo: volevo una vita vista mare. Quello che mi ha colpito è stato che all’inizio di marzo dello scorso anno un mio caro amico mi ha detto soltanto: “Cerca una casa, ti aiuto”. Quindi ho cercato case qui, visto che c’era Lucia. Ho trovato un’abitazione, ma non avevo un lavoro. E così ho cercato e trovato anche quello. Fotografia? Macché, all’inizio facevo la commessa. Il mio sogno era quello di vivere al mare e per farlo dovevo guadagnare dei soldi. Questo bisogna aver ben chiaro quando si fa una scelta del genere: non deve essere un colpo di testa, ma una decisione ben ponderata anche e soprattutto negli aspetti pratici”.
Marta Sampietro

Marta Sampietro

E in Liguria cosa ha trovato?

“Ho riscoperto la bellezza delle prime volte. Non avevo riferimenti, conoscevo pochissime persone. Avevo anche smesso di ballare e qui ho ricominciato grazie a Ivan, il mio insegnante, al suo fantastico gruppo di danza”.
Italia, ma non solo. La sua voglia di scoprire il mondo l’ha portata fino in Africa…
“Ho pensato di fare qualcosa di utile, di mettere le mie capacità non solo al servizio della comunicazione di ciò che ho dentro di me  ma anche di quello che accade ad altri. A me piace viaggiare, ho già fatto esperienze con alcune onlus nel mondo. Ho deciso quindi di abbinare la mia capacità e irrazionalità al viaggio. Quindi mi sono rivolta al dottor Prandini e alla sua onlus bresciana chiedendo di poter essere utile. Ho preparato un progetto che prevedeva anche la realizzazione di un libro su quello che queste persone fanno in Guinea Bissau. Progetto che, in pochi lo sanno, sta proseguendo. E per questo devo ringraziare Sabrina, una meravigliosa donna che ho conosciuto qui in Liguria e il cui entusiasmo è fondamentale. Penso che lei creda in me più di quanto lo faccia io e questo mi dà la carica giusta per proseguire. Crede talmente tanto in me da non farmi sentire completamente incosciente e da convincermi che questa idea possa essere vincente”.

Read more

Un sogno per la Guinea Bissau: scatti d’Africa

Le foto di Marta Sampietro in Africa per un progetto umanitario

*foto Marta Sampietro

LEGGI QUI L’ARTICOLO

Read more