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Terremoto. Anche Sarnano ha bisogno di aiuto

Tra i centri colpiti dal terremoto c'è anche il borgo di Sarnano, un gioiello nel maceratese che vuole e deve rinascere

terremoto 1palioserafinoVentiquattro ore di silenzio. Ventiquattro ore in cui ho letto, ascoltato, guardato, ma sono stata in silenzio.
E’ troppo difficile da capire, troppo complicato da spiegare, assurdo da vivere.

Io non dovrei avere paura. Ho scelto di andare altrove, di passare qualche giorno vicino a Milano, dove sono nata e dove c’è parte della mia famiglia, perché il terremoto mi ha scosso dentro.

Sono lontana da casa, dalla mia seconda casa: Macerata dove vivo da ormai da quasi 5 anni, però continuare a sentir parlare di quei posti dove ho scelto di trasferirmi, vedere quei luoghi dove ho passato intere estati, sapere che lì la gente ha paura, che la terra continua a tremare senza tregua, vedere che sono in molti a non avere più una casa, a dormire nei palasport, in auto, vedere che c’è chi ha perso tutto, non è semplice. Non è facile soprattutto spiegare che significato hanno quei luoghi dove la natura ha distrutto tutto o quasi.

terremoto sarnanoOggi in tv l’attenzione si è spostata sui piccoli centri. I telegiornali hanno parlato dei luoghi nel maceratese dove il terremoto ha danneggiato case, fatto crollare chiese, portato tristezza e paura. Borghi come Sarnano tra le bellezze per cui l’Italia è conosciuta nel mondo – dove ho passato tante giornate. Piccoli centri che fuori dalle Marche in pochi conoscono. E’ lì che ora si cerca di reagire, si cerca di capire come andare avanti.

Per questo è giusto che, nonostante tutto, la gente sappia di che luoghi si stia parlando. E’ giusto che si trovi il modo per far ritornare tutto come prima, è giusto che si alzi la voce per attirare attenzione e fare in modo che si aiuti chi ha bisogno.

Di Sarnano vi posso raccontare molte cose. La magia di Piazza Alta, per esempio, di quei panorami unici sui Monti Sibillini, della bellezza dei vicoli dove ho passeggiato tante volte e dove Zoe corre contenta. Un centro dove in molti, anche tanti giovani, pur di non allontanarsi da un luogo così particolare, hanno saputo costruirsi una vita tra la natura e le tradizioni ancora forti e vive. In quel posto dove in tanti hanno scelto di costruire la loro seconda casa, dove i turisti arrivano da tutto il mondo, dove molti inglesi si sono rifugiati, dove si sentono le storie di chi ha mollato tutto e ha scelto di trasferirsi in questo angolo d’Italia dove la qualità della vita è altissima e si sta bene, ora si prega e si prova a reagire. A Sarnano ora si vive la paura – anche a Sarnano come nel resto del maceratese – si fa di tutto per superare questo momento difficile. Il centro storico è chiuso, gli sfollati aumentano di giorno in giorno, molte attività hanno dovuto chiudere e si cerca l’energia per andare avanti stando in gruppo, tra la gente.
Persone e luoghi che non possono e non devono essere dimenticati. 

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Terremoto nelle Marche, il racconto di una notte di paura

Nella notte forti scosse di terremoto hanno colpito il centro Italia. Danni nei paesi di Amatrice e Accumoli in provincia di Rieti, Arquata del Tronto e la frazione di Pescara del Tronto, vicino ad Ascoli Piceno

*foto di Amatrice (fonte Youreporter Angelo Iervolino)

terremoto

Amatrice (foto fonte Youreporter – di pennabiancalive)

La terra trema. Qualche secondo, attimi che sembrano durare secoli. Il senso di incertezza è tanto, è tanta anche la paura perchè ciò che normalmente è fermo sotto i piedi si muove, balla. E questa notte, quando la terra ha iniziato a ballare fortissimo stavo sognando: c’era il terremoto. Dormivo da qualche ora, non ricordo cosa avessi in testa ma la sensazione di essere svegliata da qualcosa di indecifrabile, di incredibile e fuori controllo vi assicuro che mi rimarrà in mente per molto tempo. Per me era la prima volta. Non avevo mai sentito qualcosa di simile. Pensavo fosse un sogno appunto. Poi ho sentito un forte allarme, ho visto la luce del vicino di casa accendersi, il brusio della gente. Mi sono subito affacciata alla finestra e ho sentito che per tutti era stata la stessa sensazione. Tanta paura, la terra aveva davvero tremato.

terremoto

Amatrice (foto fonte Youreporter – di pennabiancalive)

Qualche secondo, un minuto forse, attimi lunghissimi. Perchè quando la terra trema non sai davvero cosa fare, sono corsa da Zoe che per fortuna non ha sentito niente, e ho realizzato piano piano quello che poteva succedere. Ho acceso subito il televisore, all’inizio nessuno ne parlava, i social, media attenti dell’era moderna hanno raccontato tutto fin da subito. Sensazioni condivise in tempo reale. Messaggi, telefonate di chi come me era nelle Marche e ha avvertito la prima forte scossa, alle 3 e 38 minuti. Una paura condivisa, più facile da affrontare, più semplice da capire se vissuta insieme.

terremoto

danni anche a Macerata

E’ passata un’ora ed ecco un’altra scossa. Dormire è imposibile, in queste situazioni si pensa sempre al peggio, l’istinto di conservazione emerge ed è ancora più forte. Stanotte la gente è scesa in strada, impaurita dall’ingnoto che caratterizza i fenomeni naturali che sconvolgono l’uomo. Qualche minuto dopo la prima forte scossa sono iniziati gli speciali dei telegiornali, le notizie hanno iniziato a girare veloci. Si parla di tre paesi colpiti, di feriti, grossi danni e di morti. Amatrice, vicino a Rieti, Arquata del Tronto e la frazione di Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno sono le zone più colpite. Lì le scosse non hanno fatto solo paura, hanno cambiato la vita della gente, modificato i centri storici, gli scorci e i paesaggi. Hanno distrutto quello che la storia aveva creato, hanno minato la serenità della gente, hanno portato scompiglio e lacrime. Vedere tutto questo da non troppo lontano è stato ancora più toccante. Con queste immagini negli occhi, un po’ d’ansia e preoccupazione ho cercato di riprendere sonno. La terra ha tremato ancora per la terza volta, la scossa è stata più lieve, d’assestamento. Ho cercato di chiudere gli occhi per riposare qualche ora. Ma mi sono svegliata poco dopo. Sono uscita di casa e ho notato che tutti oggi hanno la stessa paura negli occhi. E’ il terremoto che rimarrà forse solo un ricordo, ma di certo indelebile.

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