Paolo Rumiz al Salone del libro di Torino

L'intervento di Paolo Rumiz nello stand della Regione Marche al Salone del libro di Torino, il tema centrale è il terremoto che ha colpito le Marche e il centro Italia

torinoPaolo Rumiz, giornalista e scrittore italiano, al Salone Internazionale del libro di Torino parla del terremoto che ha colpito il centro Italia e le Marche.

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Capolavori Sibillini in mostra, Osimo ospita l’arte ferita

La mostra curata da Vittorio Sgarbi mette insieme quasi 100 opere della rete museale dei Sibillini e sarà ospitata a Palazzo Campana dal 19 febbraio al primo ottobre 2017

sibilllini Una mostra che dà un segnale di ripresa. Così sembra o almeno si spera. Le Marche, quella regione, l’unica al plurale d’Italia, quella zona della Penisola dove ci sono il mare, la montagna, spazio ancora incontaminato, buona tavola, genuinità, saper fare e soprattutto voglia di fare. La terra che, questa è una mia personalissima opinione, ancora in pochi conoscono e apprezzano. La terra ferita dal terremoto, il primo che mi è capitato di vivere da vicino. Le Marche fanno di tutto per ripartire, per ritornare a risplendere e ad essere ancora meglio di prima. E lo fanno cominciando dall’arte. Opere dal valore incalcolabile che rischiavano di essere sepolte dalle macerie del sisma che ha colpito molti paesi dell’entroterra marchigiano, tra cui alcuni borghi piccolissimi che fanno ancora più fatica a risollevarsi. Osimo, cittadina in provincia di Ancona, è diventato il porto di questi capolavori. Un porto sicuro, Palazzo Campana, dove dal 19 febbraio, al 1 ottobre, chiunque vorrà potrà ammirare i “Capolavori dei Sibillini, l’arte dei luoghi feriti dal sisma”. Quasi cento opere della rete museale dei Sibillini prese in prestito dai comuni terremotati (Montefortino, Montelparo, Monte Rinaldo, Montefalcone Appennino, Smerillo, Montalto delle Marche, San Ginesio e Loro Piceno) ed esposte tutte insieme per chi vorrà godere del bello. Una mostra curata dal critico Vittorio Sgarbi che vuole salvaguardare quel prezioso patrimonio che l’entroterra marchigiano custodisce da sempre nelle sue chiese, nelle Pinacoteche, nei palazzi storici, purtroppo danneggiati dal terremoto. Un modo per mantenere integra la grande collezione della rete dei musei dei Monti Sibillini che, si spera, presto possa tornare ad arricchire piccoli borghi e paesi.

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