Destinazione Mantova

Patrimonio dell'umanità e città ricca di arte e storia

68/365 Mantova
Patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco. Basterebbe questa caratteristica per giustificare una visita di qualche giorno a Mantova. La città lombarda è una vera gemma incastonata in una regione ricca di città prestigiose e suggestive.
Dove: in Lombardia, Mantova si trova nell’omonima provincia.
Numero di abitanti: 49.445 abitanti.
Da vedere in quanti giorni: Mantova è una città ricca di spunti culturali, artistici e paesaggistici tanto da richiedere diversi giorni per una conoscenza approfondita. Il consiglio è di prendersi almeno quattro giorni per cercare di vedere le principali eccellenze della città.
Da fare assolutamente: i punti di forza di questa città lombarda sono numerosi, anche perché è stata nominata un bene dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco insieme a Sabbioneta. Sono tanti i riconoscimenti anche di livello internazionale che Mantova ha conseguito per la sua storia e per l’arte che la caratterizza. Da vedere quindi c’è anzitutto il paesaggio: Mantova si articola attorno ai tre laghi costituiti dal fiume Mincio e ha quindi un aspetto davvero unico. Palazzo Ducale, Palazzo Te, piazza delle Erbe, la torre dell’orologio astronomico, la Casa del Mercante: questi sono soltanto alcuni dei luoghi che chiunque si trovi a Mantova non può non vedere.
Qualche consiglio: la “Camera degli sposi” è qualcosa di incredibile: il dipinto di Andrea Mantegna nel Castello di San Giorgio non può mancare nella lista di cose da vedere in questa splendida città lombarda. Mantova, ma non solo: prendetevi qualche giorno anche per visitare i dintorni della città, Sabbioneta compresa. Le chicche in tutto il territorio non mancano davvero.
Da assaggiare: arte, storia, natura, ma anche i sapori di Mantova non sono di certo da trascurare. Cosa si può assaggiare in questa città? Stracotto d’asino, tortelli di zucca, polenta con il luccio, torta salata di zucca: questi sono alcuni dei piatti tipici che si possono assaggiare nei ristoranti e nelle trattorie di questa città. Il consiglio è di lasciarvi consigliare da chi abita da queste parti. Non ve ne pentirete.

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Destinazione Pienza

In Toscana, nella meravigliosa Val d'Ocia

Pienza63/365: Pienza 

Un gioiellino tra le colline della Val d’Orcia, in Toscana. Un piccolo centro che merita assolutamente una visita in provincia di Siena. Pienza è uno dei luoghi tra i più rinomati di questa zona d’Italia, con un centro storico che per la sua bellezza e importanza dal punto di vista architettonico e dei monumenti, dal 1996 è patrimonio UNESCO. Per visitare Pienza – conosciuta anche come città ideale del Rinascimento, pensata e voluta dal grande Enea Silvio Piccolomini, umanista e poi divenuto Papa Pio II – l’ideale è cominciare con una passeggiata tra i vicoli del paese. Il centro di Pienza è particolare soprattutto per i monumenti importanti che si possono ammirare, progettato dall’architetto detto il Rossellino, sotto la guida di Leon Battista Alberti, venne realizzato un complesso di chiese e palazzi: da vedere la cattedrale, il Palazzo Piccolomini, il palazzo del Comune e la centrale piazza su cui si affacciano questi edifici.

 

Dove: in Toscana, in provincia di Siena

Numero di abitanti: circa 2100

Da vedere in quanti giorni: Il centro di Pienza non è molto grande, il paese si visita anche in un giorno. La zona merita molto, l’ideale è avere almeno 5 giorni, una settimana per scoprire l’intera area della Val d’Orcia.

Da fare assolutamente: visitare il centro storico e percorre le vie principali del paese, godere dei panorami e delle colline toscane che in questa zona offrono scenari davvero particolari, visitare la Val d’Orcia quando fioriscono i girasoli.

Qualche consiglio: Pienza è il luogo ideale per chi vuole organizzare un itinerario all’insegna della natura, del relax e della buona tavola. La primavera e l’autunno sono i due periodi migliori per visitare la zona.

Da assaggiare: tra le tipicità più famose a Pienza c’è sicuramente il formaggio, il pecorino stagionato locale chiamato anche “cacio”. Da non perdere poi il prosciutto di cinta senese, le zuppe, il tartufo e i pici, una pasta fatta a mano tradizionalmente servita all’aglione o con ragu, spesso d’oca. Da provare anche i vini locali.

 

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