Destinazione Matera

Inizia una nuova rubrica, ogni giorno vi porteremo in un posto nuovo. Siete pronti per cominciare il viaggio? Si Parte!

matera1/365: Matera

Una tra le città più particolari d’Italia, famosa per i sassi e per la sua antica storia, Matera è una meta da vedere almeno una volta nella vita. Nel 2019 sarà la capitale europea della cultura con tante iniziative in programma (per tutte le informazioni cliccate qui) e merita una visita per le sue tante facce.
Da una parte c’è il centro storico caratteristico per le famose case grotta, abitate fino al 1952 quando Alcide De Gasperi, colpito dalle pessime condizioni di vita in queste abitazioni, firmò la legge che sancì l’obbligo di sfollamento. Dall’altra c’è la Matera “moderna”, quella della rinascita, dei vicoli del centro, delle piazze e dei musei – come quello dedicato alle opere di Carlo Levi con il capolavoro del quadro Lucania ’61 – dove si respira un grande fermento culturale.
E poi c’è l’aspetto culinario con una serie di specialità da assaggiare che certo in Lucania non mancano. Dai peperoni cruschi fino ai salumi tipici come la lucanica, ma anche i formaggi e l’olio che sono di grande qualità.

peperone matera

Dove: in Basilicata
Numero di abitanti: circa 60 mila
Da visitare in quanti giorni: l’ideale è concedersi almeno un weekend lungo, 3 notti e 4 giorni
Da fare assolutamente: visitare i sassi, dormire nei sassi almeno una notte, visitare la storica casa grotta, perdersi nei vicoli
Qualche consiglio: entrate a Palazzo Lanfranchi dove ha sede il museo nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata con le opere di Carlo Levi. Se visitate Matera non perdete le due principali attrazioni della Basilicata. Provate l’ebrezza di salire sul ponte Alla Luna a Sasso di Castalda e vivete il volo dell’angelo. Sono entrambe esperienze da provare!
Da assaggiare: il pane di Matera, i peperoni cruschi, il caciocavallo podolico, i salumi locali come la Lucanica e il salame pezzente.

siparteconerika@gmail.com

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Viaggiare in Italia, perché mi piace

Sono l'autenticità, il passato che si ritrova nel presente, le tradizioni, le storie di chi in Italia ha trovato un senso. Tutto questo mi spinge a continuare a scoprire il mio Paese.

ItaliaViaggio spesso per lavoro e per svago. Per me è il modo migliore di passare il tempo, chi mi conosce lo sa. C’è una precisazione da fare però: quando so di dover andare a scoprire un posto nuovo in Italia sono più contenta. Non che non sia curiosa di vedere il resto del mondo, prima di andare altrove però vorrei vivere tutto, o quasi, di quello che offre casa mia. Credo di aver visto un migliaio di paesi, borghi, città d’arte, in questi anni e sono certa di non essermi stupita abbastanza. Perché il bello di  quando viaggio in Italia sono le tradizioni, le vite della gente che è nata qui, magari nel sud e ha deciso comunque di trovare un senso nel proprio paese d’origine, senza andarsene altrove. Sono i racconti delle feste popolari, le sfumature dei dialetti a colpirmi. In ogni regione c’è qualcosa di diverso, in ogni angolo della stessa regione c’è qualche cosa che cambia, in ogni quartiere o zona della stessa città o borgo più piccolo c’è qualcosa che varia. Siete sicuri che questa pluralità di immagini, di informazioni, di sensazioni, di esperienze, si possa trovare così ricca altrove? Credo che la fortuna dell’Italia sia proprio questa poliedricità. La capacità di essere la meta ideale da frequentare in estate, per il mare limpido e variegato, per le spiagge di sabbia, di sassi, per i paesi che bagna che sono, in ogni parte, caratteristici per qualcosa di diverso. Ma anche la forza di essere il posto giusto dove passare l’inverno con le montagne innevate, addirittura sulle isole dove si scia in posti insoliti, guardando il mare. A questo poi si aggiungono tutti gli altri periodi dell’anno, le altre stagioni dove l’Italia merita di essere visitata. E non è solo questione di bellezza. E’ più un fatto legato a quello che l’Italia è riuscita a creare negli anni e in parte – basta andare nei luoghi più insoliti e nascosti per vedere che molto di quello che era il passato di questo Paese è rimasto invariato – a conservare. ItaliaDovremmo solo essere capaci di accorgerci di tutto questo. Perché quando nei miei viaggi, nelle mie interviste, incontro un giovane che è andato qualche anno all’estero e poi è dovuto tornare perché il suo mare era troppo distante, perché il profumo del pomodoro per condire la pasta fatta in casa della nonna era impossibile da eguagliare, perché il colore di quei tramonti che era abituato a vedere non si potevano replicare da qualche altra parte, capisco che le basi ci sono per capire quello che abbiamo intorno. Io comincio dalla lingua che anche in questo caso ha tante sfumature per poter comunicare il più disparato pensiero. La insegno a mia figlia e le racconto dei posti che vedo. La soddisfazione più grande è che quando le dico “prepariamo la valigia che si parte” lei è contenta di scoprire con me l’Italia.

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