Il terremoto che ha colpito il centro Italia ha spazzato via questo borgo, famoso in tutto il mondo anche per la gastronomia

“Amatrice non c’è più” con queste parole il sindaco del paese in provincia di Rieti, Sergio Pirozzi, ha commentano subito dopo il devastante terremoto che ha colpito il centro Italia la scorsa notte. Parole che si sono unite alle immagini della devastazione. E’ difficile pensare che la natura abbia distrutto tutto, abbia fatto crollare intere costruzioni, intrappolato tra le macerie vite di innocenti, di chi magari costretto a vivere lontani dal paese d’origine era tornato qui per passare l’estate, per respirare il profumo che c’è nei luoghi dove si nasce, dove  si passa l’infanzia. Vite di quei nonni che credevano di poter proteggere i loro nipoti, trascorrendo un’estate calda tra i vicoli di uno dei borghi più belli d’Italia. Un paese turistico dove in tanti passavano per assaggiare l’Amatriciana e dove oggi si piangono le vittime. In questi momenti difficili, dove si cerca di andare avanti e di avere speranze e pensieri positivi, in tanti ripensano a quanto era bello e caratteristico il paese di origine medievale adagiato ai piedi dei Monti della Laga sul confine tra il Lazio e l’Abruzzo.

Terremoto Amatrice

Terremoto

Un borgo, un intero territorio che, è impossibile pensarlo, fino a pochi giorni fa era ricco di monumenti, chiese, luoghi da vedere. Immagini che rimangono nei ricordi e che si spera un giorno, dopo la ricostruzione, possano tornare ad apparire davanti agli occhi di chi tornerà qui per trascorrere qualche momento spensierato. In tanti ricordano l’hotel Roma, oggi completamente distrutto. Ricordano di essere passati lì tante volte per degustare l’Amatriciana o gli altri piatti tipici di cui il paese e il territorio sono ricchi.

In molti parlano di come era bello passeggiare tra quei vicoli, vedere quei panorami, passare il tempo tra quelle montagne e respirare l’aria pulita. Ricordi che oggi lasciano spazio ad una realtà difficile anche da raccontare. E, per essere vicini a chi si trova ad affrontare il peggio, l’unico modo è aggiungere forza alla speranza di chi  sta lavorando senza sosta per trovare i dispersi, a chi sta facendo di tutto per aiutare chi ha bisogno. L’unico modo per fare qualcosa ora è aderire alle tante iniziative di solidarietà magari anche attraverso  la tavola. Su Facebook è stata infatti lanciata un’iniziativa di raccolta fondi a sostegno dei paesi terremotati. Nei giorni dove proprio ad Amatrice si sarebbe dovuta svolgere la 50esima edizione della tradizionale sagra che celebra questo piatto, la proposta è quella di donare un euro per ogni piatto di Amatriciana ordinato e consumato.

*foto fonte Youreporter

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