Il terremoto ha fatto più danni di quanto si creda, interi centri storici sfollati e chiusi, attività commerciali costrette a fermarsi, paesi deserti, panorami cambiati

sarnanoLa situazione è ben più grave di quanto sembri. Le Marche – terra meravigliosa ricca di storia, di centri bellissimi, di montagne uniche e soprattutto di persone forti e capaci di andare avanti – hanno bisogno di aiuto. Non basta parlare dei centri più noti come Norcia dove fa male vedere come la natura abbia distrutto uno dei suoi simboli, la Basilica di San Benedetto, uno tra i tanti edifici che hanno subito danni. Non basta parlare di Ussita, piccolo paese di montagna dove è tutto distrutto e al gente piange perché è costretta a lasciare il paese dove ha vissuto fino a qualche giorno fa per rifugiarsi al sicuro sulla costa. Non basta dire che Castelluccio di Norcia, perla tra le più suggestive d’Italia, Castelsantangelo sul Nera e Visso sono praticamente rasi al suolo. Nelle Marche, nel cuore delle Marche, devastato da questo sisma, c’è ancora di più da dire, c’è ancora di più da fare, da ricostruire. Sarnano, paese in provincia di Macerata con il suo centro storico chiuso al traffico, i negozi e le attività che sono state costrette a fermarsi, con le sue frazioni praticamente distrutte, migliaia di sfollati viste le numerose case inagibili, per esempio ha bisogno di aiuto. Ma non solo, c’è anche San Ginesio dove il centro storico ha subito moltissimi danni e non si sa come andare avanti, Loro Piceno, paese fortemente danneggiato. Ci sono i luoghi come Caldarola, Cessapalombo, paesini di montagna come Bolognola, piccoli centri come Fiastra, Montefortino, Gualdo, Penna San Giovanni, frazioni di poche case nell’entroterra maceratese dove non c’è più niente e il nulla lascia il posto alla paura e alla rabbia perché non si sa come andare avanti.

vino cottoServe tenere alta l’attenzione. In questi centri poco conosciuti, luoghi turistici dove in molti si rifugiano durante le feste e in estate, vanno trovate delle soluzione. Vanno presidiati i centri storici, servono alternative per chi non ha più una casa, per chi ha mantenuto vive le attività del centro e da anni porta avanti con fatica un’attività in proprio che ora non sa quando potrà riprendere in mano. Servono aiuti per i bambini che sono spaventati e che non hanno idea di quello che stia accadendo davvero. Serve fare qualcosa per non dimenticare questi posti, luoghi che per molti sono sono centri dove ritrovare la pace, la serenità, la tranquillità, ma che per tanti altri erano una casa, un porto sicuro. Ognuno di noi, mentre si spera che la terra smetta di tremare e che le cose possano stabilizzarsi e ritornare come prima, può intanto fare qualcosa. Può condividere questo pensiero, donare qualcosa (dal Comune di Sarnano fanno sapere che  è possibile effettuare donazioni per affrontare l’emergenza sisma sull’iban IT90F0605569170000000003658 con la causale “EMERGENZA SISMA 2016”. Anche il ristorante Vecchio Molino di Pieve Torina ha bisogno di aiuto. E’ in corso una raccolta di generi di prima necessità e donazioni che si possono portare al Forno di Matteo in via Crescimbeni a Macerata), può raccontare a quanti non conosco quei posti quello che erano un tempo e quello che si spera torneranno ad essere, può acquistare i prodotti locali come il Varnelli, il ciauscolo, i salumi locali. Bisogna che tutti si ricordino di questi luoghi adesso e che si inizi a fare qualcosa di concreto per farli rinascere. 

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