Visitabile gratuitamente fino al 3 luglio, il ponte di Christo e Jeanne Claude sta richiamando sul lago d’Iseo visitatori provenienti da tutto il mondo. Un’esperienza che vale a pena, seguite i miei consigli però se volete evitare code e inutili perdite di tempo

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christo Come sempre l’attesa è la parte più eccitante. Anche se, nonostante quello che si legge sui giornali in questi giorni, non ho aspettato molto per salire sul ponte più gettonato d’Italia e forse di tutto il Pianeta. Questa volta ho scelto l’istinto, ho deciso di non seguire nessun consiglio e di fare davvero di testa mia. Ho preso l’auto, ho lasciato Zoe alla nonna (ne ho visti molti di bambini sulla passerella di Christo, ma anche se porterei la mia cucciola in capo al mondo, credo non abbia senso far stare al caldo per ore un bambino in un luogo che non può apprezzare appieno), ho caricato Cri e le gemelle che sono tornate dall’anno passato in America e sono partita in direzione Sarnico. Non contenta ho costeggiato il lago d’Iseo fino a Tavernola. Un piccolo centro sulla costa bergamasca che vi consiglio di vedere dove la gente è molto simpatica e soprattutto dà delle dritte utilissime. christo Da Tavernola il ponte di Christo si vede in lontananza, ma raggiungerlo è più semplice di quel che sembra. Prima cosa positiva, il parcheggio gratuito. Seconda, l’incontro con gli addetti della Pro loco del paese che ci hanno dato tutte le informazioni necessarie per raggiungere facilmente e in pochi minuti l’opera più visitata al mondo. Ogni mattina da Tavernola parte un battello (il biglietto andata e ritorno costa 5 euro) che raggiunge la frazione di Sensole e permette ai turisti di accedere al floating pier senza attese e, soprattutto, evitando la folla. Se non potete partire a quell’ora e volete stare ancora più tranquilli potete fare come noi: prendere un taxi privato che, con 25 euro a testa (crepi l’avarizia), in dieci minuti vi porta a pochi passi dalla passerella. Una volta raggiunto il ponte toglietevi le scarpe così potete galleggiare sull’acqua. Come gli altri 20 progetti realizzati da Christo e Jeanne-Claude, anche il ponte è frutto di una loro idea. Il floating pier fu concepito nel 1970 e nel 2014 Christo decise che l’ambientazione migliore fosse il lago d’Iseo. Così, senza accettare nessun contributo o finanziamento e soprattutto pagando tutti quelli che lavorano per lui senza accettare volontari, l’opera è stata creata. christo Camminare sulle passerelle di per sé non è diverso dal passeggiare su un ponte comune, l’aspetto sicuramente unico è il fatto che i 220 mila cubi che creano i tre chilometri galleggianti sono appoggiati sull’acqua e si muovono, seguendo passo dopo passo la folla che li calpesta. Pontili ricoperti da 100 mila metri quadrati di tessuto arancione. Un’esperienza sicuramente da provare in un luogo dove si può osservare ancora da vicino quello che la natura sa offrire di spettacolare.

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