E’ diversamente alimentata, questo, se leggete il mio blog, dovreste già saperlo bene. Ma non solo, perché la mia amica viaggiatrice è anche un tantino esigente e polemica (se lo dice da sola, quindi posso dirlo anche io!). Così, in uno dei suoi spostamenti in treno, ha trovato un’offerta (prezzo vantaggioso a cui l’ho indirizzata io ovviamente…) e ha deciso di viaggiare in prima classe per venirmi a trovare. E pensate che, alla domanda “Snack dolce o salato?” ha avuto addirittura il coraggio di chiedere qualcosa senza glutine!!!
Vi avevo avvertito… la mia amica intollerante mi stupisce sempre! 

Ai passeggeri della prima classe di Trenitalia vengono forniti i prodotti Riso Scotti, la più quotata (fra i “diversamente alimentati”) Schar è limitata alla carrozza ristorante.

viaggio intollerante treno“Snack dolce o salato?”. Se avete mai fatto un viaggio in prima classe con un qualsiasi Frecciarossa vi sarà capitato di ricevere la visita del gentilissimo personale di Trenitalia. Un servizio impeccabile, non c’è che dire. Non sono un’habitué della prima classe, ma quando trovo offerte particolarmente convenienti la scelgo. Torniamo alla domanda “Snack dolce o salato?”. Da intollerante, pardon diversamente alimentata, chiedo, anche un po’ timidamente, quasi con la paura di disturbare, se c’è qualcosa senza glutine. “Certo, dolce o salato?” mi rispondono col sorriso le due “hostess”. Benissimo. Posso fare uno spuntino in treno “offerto” da Trenitalia. Mentre mi gusto il mio “Ciocco e Riso” della Riso Scotti con il caffè, sento questo annuncio “Hai voglia di mangiare senza glutine? Trenitalia ti invita a provare i prodotti Schar nella carrozza ristorante”. Prodotti Schar? Nella carrozza ristorante? A pagamento, quindi. D’altro canto, i prodotti senza glutine sono già così a buon mercato: giusto applicare il sovrapprezzo della carrozza ristorante e dare ai passeggeri di prima classe (che si suppone comunque paghino solitamente più degli altri, offerte a parte) una barretta di “Ciocco e riso” e nessun prodotto Schar. D’altro canto, si può avere “voglia” di mangiare senza glutine. E, si sa, le voglie si pagano. Intendiamoci, avere del cibo senza glutine sui treni, solo alcuni mica che poi ci abituiamo a vivere in un Paese troppo civilizzato, è una grande conquista. Enorme. E comprendo anche il guadagno che se ne debba ricavare. Però forse ogni tanto bisognerebbe considerare che si è scelto di fornire un servizio. Non un lusso.

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