Sono l'autenticità, il passato che si ritrova nel presente, le tradizioni, le storie di chi in Italia ha trovato un senso. Tutto questo mi spinge a continuare a scoprire il mio Paese.

ItaliaViaggio spesso per lavoro e per svago. Per me è il modo migliore di passare il tempo, chi mi conosce lo sa. C’è una precisazione da fare però: quando so di dover andare a scoprire un posto nuovo in Italia sono più contenta. Non che non sia curiosa di vedere il resto del mondo, prima di andare altrove però vorrei vivere tutto, o quasi, di quello che offre casa mia. Credo di aver visto un migliaio di paesi, borghi, città d’arte, in questi anni e sono certa di non essermi stupita abbastanza. Perché il bello di  quando viaggio in Italia sono le tradizioni, le vite della gente che è nata qui, magari nel sud e ha deciso comunque di trovare un senso nel proprio paese d’origine, senza andarsene altrove. Sono i racconti delle feste popolari, le sfumature dei dialetti a colpirmi. In ogni regione c’è qualcosa di diverso, in ogni angolo della stessa regione c’è qualche cosa che cambia, in ogni quartiere o zona della stessa città o borgo più piccolo c’è qualcosa che varia. Siete sicuri che questa pluralità di immagini, di informazioni, di sensazioni, di esperienze, si possa trovare così ricca altrove? Credo che la fortuna dell’Italia sia proprio questa poliedricità. La capacità di essere la meta ideale da frequentare in estate, per il mare limpido e variegato, per le spiagge di sabbia, di sassi, per i paesi che bagna che sono, in ogni parte, caratteristici per qualcosa di diverso. Ma anche la forza di essere il posto giusto dove passare l’inverno con le montagne innevate, addirittura sulle isole dove si scia in posti insoliti, guardando il mare. A questo poi si aggiungono tutti gli altri periodi dell’anno, le altre stagioni dove l’Italia merita di essere visitata. E non è solo questione di bellezza. E’ più un fatto legato a quello che l’Italia è riuscita a creare negli anni e in parte – basta andare nei luoghi più insoliti e nascosti per vedere che molto di quello che era il passato di questo Paese è rimasto invariato – a conservare. ItaliaDovremmo solo essere capaci di accorgerci di tutto questo. Perché quando nei miei viaggi, nelle mie interviste, incontro un giovane che è andato qualche anno all’estero e poi è dovuto tornare perché il suo mare era troppo distante, perché il profumo del pomodoro per condire la pasta fatta in casa della nonna era impossibile da eguagliare, perché il colore di quei tramonti che era abituato a vedere non si potevano replicare da qualche altra parte, capisco che le basi ci sono per capire quello che abbiamo intorno. Io comincio dalla lingua che anche in questo caso ha tante sfumature per poter comunicare il più disparato pensiero. La insegno a mia figlia e le racconto dei posti che vedo. La soddisfazione più grande è che quando le dico “prepariamo la valigia che si parte” lei è contenta di scoprire con me l’Italia.

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