Morto Ennio Morricone, lo piange anche la sua Arpino

Arpino
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Chissà quanto la bellezza può incidere nella nascita e crescita di un talento. La bellezza della terra, dei paesaggi, le suggestioni tramandate dai nonni e le tradizioni di un luogo d’Italia come la Ciociaria. Quanto tutto questo possa contribuire non si sa, la certezza è che Ennio Morricone, premio Oscar e compositore dal genio assoluto, morto nella notte a Roma, all’età di 91 anni, ha legami forti con questa zona della Penisola e con Arpino dove vissero i suoi nonni.

• DOV’È ARPINO:

In provincia di Frosinone (che dista circa 30 chilometri) è conosciuta come la città di Cicerone e sovrasta la valle del Liri.

• CINQUE LUOGHI DA VEDERE:

1. Il cuore pulsante è Piazza del Municipio, centro nevralgico della vita cittadina. Un salotto circondato da monumenti e chiese dalle architetture eleganti.

2. La Collegiata di San Michele Arcangelo domina la piazza e custodisce alcuni capolavori di Giuseppe Cesari che fu maestro di bottega del Caravaggio.

3. Al centro della piazza tornando indietro nel tempo si ripercorre un tratto della strada romana, il Decumanus Maximus, il più importante della città che rievoca tempi antichi e gloriosi.

4. Il piccolo borgo di Civitavecchia si raggiunge in pochi minuti. L’Acropoli è il cuore di Arpino.

5. Lì da vedere c’è la Torre di Cicerone da cui si può godere di una vista mozzafiato sul paese è sull’intera Valle.

SAPETE CHE…?

La tradizione ha proclamato la Madonna di Loreto protrettrice della città di Arpino. La sua intercessione risparmiò la città da tante disgrazie. Ogni anno, la terza domenica di novembre la statua viene portata con solenne processione dal monastero di Sant’ Andrea fino alla chiesa di San Michele in piazza Municipio dove rimane fino alla prima domenica dopo il 13 gennaio.

COSA MANGIARE

Non andate via da Arpino senza aver assaggiato una (o anche tutte) le tipicità locali. Le sagne e fagioli per esempio sono tra i primi piatti da provare come i fini fini al pomodoro. Ma anche i formaggi, le carni cotte alla brace, l’olio e i dolci. Dalla pigna tipica pasquale ai torroncini di pasta reale, che si mangiano a Natale fino alle ciambellone al vino.

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