Festival di Sanremo: il pregiudizio su Marco Masini

Marco Masini al Festival di Sanremo
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Il Festival di Sanremo si avvicina a grandi passi. Dal 4 all’8 febbraio su Raiuno andrà in onda la settantesima edizione della kermesse musicale più famosa d’Italia e sono tante le incognite. Delle polemiche non parliamo, a noi interessa solo la musica. Per questo i nostri esperti sono al lavoro in questi giorni per ascoltare la discografia completa di tutti gli artisti in gara nella categoria big e stilare i loro pre-giudizi. Si tratta di giudizi ironici e pungenti da cui poi partiremo per stilare le nostre attesissime pagelle durante il Festival. Si fa per ridere e scherzare, nessuno se la prenda.  Dopo Elettra Lamborghini (leggi qui), Alberto Urso (leggi qui), Junior Cally (leggi qui), Michele Zarrillo (leggi qui), Irene Grandi (leggi qui), Piero Pelù (leggi qui) e Levante (leggi qui),  ai Pinguini Tattici Nucleari (leggi qui), ora tocca a Marco Masini.

Marco Masini: pre-giudizio 6. Non ci aspettiamo nulla di diverso da quello che sta proponendo negli ultimi anni, ovvero brani con un mix fra il malinconico e il “dobbiamo rialzarci e vivere”. D’altro canto, va detto, Masini non ha mai regalato al proprio pubblico canzoni particolarmente gioiose e frizzanti. Anzi, è sempre stato sul riflessivo e il pessimista andante. La rabbia dell’inizio della sua carriera sta lasciando spazio a qualche messaggio di maggiore speranza, ma sempre della vita che va veloce e lui che non ci sta dietro parla.

Che differenza c’è con Michele Zarrillo, potreste chiedervi? Sinceramente: Masini è un po’ lo sfigatello simpatico che prende le bastonate ma comunque riesce a rialzarsi, Zarrillo è un pesantone che si crede un grande poeta. E che si ostina a fare gli urletti pensando di essere intonato. Masini invece fa sempre i suoi urli poderosi alternati al parlato. Ovviamente Masini non vincerà nè arriverà fra i primi cinque, ma se la caverà senza lode e senza infamia. La sua presenza a Sanremo, come al solito, non sarà roboante. E in effetti in un Festival nel quale la gente urla, insulta, offende, forse potrebbe rappresentare una piacevole eccezione insieme a pochi altri. 

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