3 giugno, il giorno della riapertura che rimarrà nella storia

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Il 3 giugno è arrivato. E’ arrivato il giorno della riapertura che tutti, chiusi in casa per mesi, attendevano con ansia.

Quel giorno che qualche settimana fa sembrava così lontano, quasi irraggiungibile.  

Da oggi, 3 giugno 2020, dopo la riapertura e il lento ritorno alla normalità sono concessi anche gli spostamenti tra le regioni. Non ci si dovrà più trattenere, quindi, ma si potrà tornare a viaggiare, a riabbracciare un familiare che non si vedeva da tempo, a raggiungere un luogo del cuore o semplicemente ad organizzare qualche giorno di vacanza.

3 giugno 2020: data che, come quella dell’8 marzo che ha dato inizio al lockdown, rimarrà nella storia come quella della riapertura (tutti gli aggiornamenti qui).

Un po’ come il giorno in cui finisce una guerra, in cui si torna nella frenesia di sempre, scordandosi quasi di quello che è stato. Momenti, paure, attimi difficili, ma anche spensierati e semplici, giorni che io non voglio dimenticare. L’inizio di questa particolare fase è stato strano. Chiusi in casa, senza la scuola e la routine che da ritmo al tempo. Dentro spazi a volte troppo piccoli con la primavera che stava arrivando. I primi giorni con la sveglia a rallentatore, il pigiama tolto solo in tarda mattinata per dare spazio alla tuta o a qualche indumento comodo per passare dal letto al divano, la farina per impastare, i film visti uno dopo l’altro. Poi l’affanno, il desiderio di fare, l’energia ritrovata che ha fatto nascere progetti, le ore passate davanti al computer per far fruttare ogni secondo di clausura. Giorno dopo giorno sono arrivate le prime passeggiate, le corse, le aperture e la ripartenza, lenta e sofferta.

Un viaggio che ci ha portati fino ad oggi, quando tutto sembra essere finito, ormai superato.

Ma di questa quarantena non voglio dimenticare nemmeno un istante. Le giornate passate a far quadrare tutto, a cercare di non buttare via il tempo, a cercare di lavorare comunque conciliando i propri bisogni e quelli della famiglia e di una bambina, ancora troppo piccola per capire. I giorni della pizza nel forno, i momenti dove la semplicità della vita, senza incontri, viaggi, spostamenti, si è fatta sentire ed apprezzare. I colori, i disegni, gli arcobaleni fatti per ingannare l’attesa e far scorrere più velocemente il tempo.

Momenti di un periodo che guardandosi indietro sembrava non potesse finire mai, ma che invece è stato anche un bel viaggio dentro sé stessi, dentro la propria famiglia e la propria casa che da oggi in poi assumerà un valore più grande.

Un viaggio attraverso la libertà negata che ora diventa ancora più bella da vivere e dà la sensazione che in questo nuovo inizio sia tutto possibile. Una rinascita che non pensavamo mai di vivere, una sensazione particolare, inaspettata che non possiamo e non dobbiamo dimenticare. 

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